i-s5-04
La formazione permanente degli adulti
di Giovanni Polidoro
Il sistema di educazione e formazione lungo l'arco della vita si realizza attraverso
nuove alleanze tra le scuole, gli Enti Locali e il territorio con l'integrazione di tre
subsistemi: il sistema dell'istruzione, la formazione professionale e l'educazione non
formale.
L'educazione degli adulti (EDA), nella prospettiva del sistema di educazione permanente,
rappresenta un insieme di opportunità educative rivolte ai cittadini, con l'obiettivo del
conseguimento del pieno diritto di cittadinanza ed ha come obiettivo primario
l'alfabetizzazione culturale e funzionale, il consolidamento e la promozione culturale, la
rimotivazione e il riorientamento, l'acquisizione e il consolidamento di competenze
specifiche nei diversi campi e di competenze trasferibili e certificabili, di
preprofessionalizzazione.
Il piano d'intervento per l'alfabetizzazione funzionale degli adulti interessa
principalmente quattro macroaree d'intervento: linguistica, scientifica, storico-sociale,
tecnologica ed è destinato potenzialmente a tutta la popolazione adulta ( 20.446.000
senza titolo o con licenza elementare, 16.632.000 con licenza media ).
Sono previsti anche interventi mirati per lavoratori socialmente utili, extracomunitari,
casalinghe, militari, disabili, detenuti.
Anche il Patto sociale per lo sviluppo e l'occupazione prevede l'impegno del Governo:
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a predisporre un progetto specifico e risorse mirate per la
sperimentazione e la messa a regime di un sistema di educazione per gli adulti, sul quale
avviare il confronto e la sperimentazione, dintesa con le forze sociali e con le
rappresentanze delle Regioni e degli Enti locali. Tale progetto, da collocare
nellambito della formazione integrata avrà caratteristiche di integrazione,
modularità, interdisciplinarietà e flessibilità, per consentire percorsi formativi
personalizzati, e prevederà inoltre una certificazione integrata e il riconoscimento di
crediti, spendibili nei percorsi di studio e nel mondo del lavoro".
"Per rispondere ai fabbisogni formativi dei lavoratori e delle aziende, messi in
evidenza dalle indagini realizzate dagli organismi bilaterali costituiti tra le parti
sociali, Governo e Regioni assicureranno unofferta formativa integrata tra
Università, scuole e agenzie di formazione professionale, che potrà trovare un punto di
riferimento nei Centri territoriali per l'educazione degli adulti, opportunamente
integrati dallapporto delle strutture della formazione professionale e
dellUniversità. Tale offerta formativa sarà organizzata in modo da sostenere
linserimento lavorativo delle fasce deboli del mercato del lavoro."
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.In merito alla formazione esterna degli apprendisti nelle imprese artigiane e
nelle piccole imprese, il Governo si impegna a procedere attraverso sperimentazioni
concertate tra le forze sociali e le istituzioni ai vari livelli, al fine di individuare
percorsi e modelli formativi idonei alla realtà dellimprenditoria
diffusa
Per realizzare questo obiettivo Governo e Regioni si impegnano ad
assicurare la necessaria offerta formativa da parte delle strutture della formazione
professionale e della scuola, integrate fra loro. Il Governo si impegna a promuovere un
confronto fra le parti sociali al fine del più ampio utilizzo
nellapprendistato".
"Governo e parti sociali concordano sulla necessità di estendere i tirocini
formativi in tutti i percorsi di istruzione e formazione, come strumento indispensabile di
raccordo tra formazione e lavoro, secondo le modalità stabilite dallart. 18 della
L. 196/97 e relativo decreto attuativo (progetti formativi concordati tra strutture
formative e aziende, tutoraggio, coinvolgimento di istituzioni e parti sociali)".
"Il Governo intende favorire la ricerca di un accordo fra le parti sociali volto a
sperimentare meccanismi contrattuali che finalizzino quote di riduzione di orario alla
formazione dei lavoratori, anche attraverso lutilizzo delle 150 ore, lutilizzo
delle banche ore annuali previste dai CCNL e ulteriori strumenti per consentire ai
lavoratori di accedere pienamente alle attività di formazione continua e di educazione
degli adulti".
"Il Governo, in questo quadro, intende agevolare interventi formativi congiunti tra
Regioni del Nord e del Mezzogiorno, in accordo con le parti sociali, per consentire gli
opportuni trasferimenti di conoscenze ai fini dello sviluppo economico e sociale tra le
diverse aree del Paese".
Con il Patto sociale questi obiettivi e le strategie per conseguirli si collocano in una
nuova definizione della vocazione istituzionale del sistema di EDA. Il diritto al sapere,
nel nuovo contesto sociale ed economico connesso alla globalizzazione, si amplia fino a
divenire diritto alla formazione per tutta la vita, quale precondizione sia per la
crescita culturale e civile della persona sia per l'accesso e la permanenza nel mercato
del lavoro.
La crescente complessità delle moderne società, la flessibilità del mercato del lavoro
ed i rapidi cambiamenti dei contenuti delle professionalità presuppongono livelli
qualificati di cultura e di competenze, aggiornate ed arricchite per consentire al
soggetto non soltanto la necessaria autonomia culturale, ma anche l'alternarsi di
formazione e lavoro, quale precondizione per difendere il diritto alla qualità
dell'occupazione e all'evoluzione dei percorsi professionali.
In tale nuovo contesto, le conoscenze culturali e di base acquistano maggiore centralità
e coniugano come elementi pre professionalizzanti, in grado di collegare la cultura
al saper fare ed ai contesti di vita e di lavoro. L'EDA diviene, pertanto, una risorsa
importante per lo sviluppo locale e per il recupero dell'identità anche sociale dei
territorio.
Il ruolo dell'EDA si colloca, quindi, con chiarezza nell'ambito del diritto di
cittadinanza e come tale deve essere esplicitamente confermato.
Anche nel nuovo contesto, viene confermato il ruolo tradizionalmente svolto dall'EDA,
quali le azioni formative rivolte alle fasce di utenti più deboli o marginalizzate, il
soddisfacimento di bisogni culturali individuali, tra i quali rappresenta una priorità il
conseguimento del titolo di studio. Il recupero e l'acquisizione del titolo di studio
prevedono percorsi scolastici all'interno di una strategia complessiva di integrazione che
non può negare la responsabilità della scuola in presenza di una specifica esigenza di
istruzione.
Occorre realizzare le condizioni per una offerta integrata e flessibile, che, a cominciare
dalla formazione collegata al lavoro e ad altre tipologie educative che corrispondano alle
aspirazioni e ai desideri degli individui, coniughi esigenze di formazione
tecnico-professionale con esigenze di autonomia culturale e di orientamento del cittadino
e, attraverso la certificazione e il riconoscimento di crediti nei diversi contesti di
studio e di lavoro, consenta a ciascuno la personalizzazione dei percorsi culturali e
formativi.
L'integrazione - intesa quale interazione tra soggetti diversi nel rispetto delle diverse
vocazioni istituzionali - è l'elemento che può consentire l'apertura dell'EDA alla nuova
qualità della domanda sociale. Tale integrazione dovrà riguardare il raccordo con la
formazione professionale e, quindi, con i diversi centri pubblici e privati accreditati.
Il coinvolgimento della scuola secondaria superiore dovrà costituire un obiettivo
esplicito, prevedendo tempi e forme di graduale inserimento, fino a fame un altro
baricentro dell'attività dell'EDA, in grado di fornire risposte alla domanda di cultura e
di formazione di chi ha già il titolo dell'obbligo. Tutto ciò in coerenza con la
crescita e la diffusione dei livelli di scolarizzazione, e in relazione all'elevamento
dell'obbligo scolastico, nonché alla previsione dell'obbligo formativo.
In questa ottica, la scuola secondaria serale deve essere più raccordata con il circuito
EDA per consentire ai corsisti il normale proseguimento dei corsi di studio.
I curricoli della scuola serale, soprattutto nella istruzione tecnica nonostante le
innovazioni introdotte con le sperimentazioni in atto, non offrono le flessibilità
richieste dal particolare modello organizzativo.
La concertazione con le parti sociali in grado di dare efficacia alle decisioni assunte,
come ribadito dalla stessa, Commissione Europea, costituisce lo strumento principale per
raccordare l'offerta formativa anche alla domanda espressa dal mercato dei lavoro,
assicurando al tempo stesso quell'ampiezza del consenso che solo è in grado di dare
efficacia alle decisioni assunte.
I Centri Territoriali Permanenti, istituiti ai sensi dell'o.m. 455/1997, hanno raccolto e
integrato unitariamente le precedenti esperienze del corsi di alfabetizzazione e dei corsi
per lavoratori, e rappresentano, sotto l'aspetto organizzativo, l'insieme dei servizi e
delle attività di istruzione e di formazione degli adulti presenti su un territorio di
dimensione distrettuale.
Le attività e i servizi per gli adulti si svolgono su più sedi anche non scolastiche e
sono coordinati dal Centro Territoriale che ha come riferimento amministrativo e didattico
una istituzione scolastica della fascia dell'obbligo e come coordinatore responsabile il
suo capo d'istituto.
Sotto l'aspetto funzionale i Centri Territoriali Permanenti sono luogo di concertazione,
di lettura dei bisogni formativi, di progettazione e di organizzazione delle iniziative di
istruzione e formazione in età adulta, per l'alfabetizzazione culturale e funzionale, il
consolidamento e la promozione culturale, la rimotivazione e il riorientamento,
l'acquisizione e il consolidamento di conoscenze e di competenze specifiche, di
pre-professionalizzazione e/o di riqualificazione professionale.
I Centri svolgono attività di accoglienza, ascolto e orientamento; di alfabetizzazione
primaria funzionale e di ritorno, anche finalizzata ad un eventuale accesso ai livelli
superiori di istruzione e di formazione professionale; di apprendimento della lingua e dei
linguaggi; di sviluppo e consolidamento di competenze di base e di saperi specifici; di
recupero e sviluppo di competenze strumentali culturali e relazionali per una attiva
partecipazione alla vita sociale, di acquisizione e sviluppo di una prima formazione o
riqualificazione professionale; di rientro nei percorsi di istruzione e formazione di
soggetti in situazione di marginalità.
Le attività si svolgono mediante corsi lunghi di istruzione oppure a mezzo di corsi
brevi/moduli a carattere monografico. Al termine delle attività è previsto il rilascio
di titoli, certificazioni o attestazioni dei crediti formativi acquisiti.
Aprile 2000
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aprile 2000 webmaster@euganeo.it |
il
collegio senatoriale di Tino Bedin |