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La programmazione 2000-2006 del Ministero della Pubblica Istruzione
Non c'è dubbio che uno dei comparti di maggior impegno nell'attività del Ministero
della Pubblica Istruzione è rappresentato dalla gestione dei Fondi Strutturali Europei e
dallo sviluppo della programmazione degli stessi per il settennio 2000/2006.
Nel recente passato sono stati raggiunti risultati positivi sia riguardo gli
aspetti strutturali e formativi degli Istituti, sia sui nuovi approcci organizzativi e
funzionali del Ministero della Pubblica Istruzione e delle sue strutture periferiche.
Per il settennio 2000/2006 l'attività di programmazione a livello nazionale, relativa
all'utilizzazione dei Fondi Strutturali relativamente all'obiettivo 1 ( Regioni del
mezzogiorno d'Italia ), è stata avviata nei primi mesi del 1999.
Il Ministero della Pubblica Istruzione ha preso parte alla complessa procedura coordinata
dal Ministero del Tesoro e della Programmazione con il coinvolgimento delle
amministrazioni centrali e regionali impegnate nella promozione dello sviluppo economico
sostenibile delle aree Obiettivo 1.
Si è attivata una prassi partenariale di ampio respiro che ha visto impegnati nelle
attività di concertazione le amministrazioni centrali, regioni, parti sociali e terzo
settore .
La prima fase del processo di programmazione si è conclusa con la redazione del Rapporto
interinale sul sistema scolastico basato sui fabbisogni e le linee strategiche di
intervento ritenute necessarie per la prossima programmazione.
Il Ministero del Tesoro, quindi, ha presentato il Programma di sviluppo per il
mezzogiorno, approvato con delibera CIPE, che costituisce la proposta nazionale per il
Quadro Comunitario di Sostegno per l'Obiettivo 1 e in tale piano è stato previsto anche
un programma Operativo Nazionale per la scuola per un importo di 1.300 miliardi circa.
In coerenza con la delibera CIPE del 6.8.1999 è stato presentato il Programma Operativo
per la scuola "La scuola per lo sviluppo" che ha concluso la seconda fase del
processo di programmazione.
E' utile enucleare gli aspetti essenziali del Programma Operativo Nazionale relativi ai
contenuti ed alle priorità.
Le priorità indicate dal documento sono:
Ridurre la dispersione scolastica e l'analfabetismo di ritorno, promuovendo l'integrazione
sociale e culturale dei gruppi svantaggiati;
Migliorare l'integrazione fra istruzione, formazione e ricerca con le necessità del
mercato del lavoro;
Migliorare la qualità dei servizi scolastici e le strutture del sistema formativo
scolastico.
Il primo obiettivo è stato considerato prioritario rispetto agli altri e in tale
prospettiva sarà oggetto di interventi di anticipazione di fondi nazionali perché le
attività possano iniziare già nel corrente anno.
Le misure previste per le tre aree di programmazione attingeranno al Fondo Sociale Europeo
( FSE ) e al Fondo Europeo di Sviluppo Regionale ( FESR ).
Le tipologie di intervento con il Fondo Sociale Europeo prevedono:
Progetti destinati alle prime classi dell'istruzione secondaria ( accoglienza -
orientamento ), con differenziazione tra la prima classe ( ultima dell'obbligo ) e le
altre classi;
Progetti destinati alle scuole dell'obbligo, con previsione anche di un coinvolgimento dei
genitori;
Progetti collegati alle realtà territoriali, finalizzati alla prevenzione, al recupero e
al reinserimento di alunni, di giovani e giovani adulti dropout, mirati a realizzare
interessi e competenze trasversali con interventi aggiuntivi rispetto ai percorsi
tradizionali ( musica, teatro, arti applicate, comunicazione e telematica, competenze
nelle lingue comunitarie, cultura della legalità, lingua italiana per extracomunitari,
ecc. );
Progetti diretti alle scuole comprensive delle aree montane d'intesa con il Ministero per
le Politiche Agricole e in collaborazione con i Comuni e le Comunità montane compete3nti,
finalizzati a recuperare e valorizzare le specifiche vocazioni del territorio.
Sempre con il Fondo Sociale Europeo sono previste iniziative per l'integrazione fra
sistemi e con il mercato del lavoro.
In questo caso le tipologie degli interventi prevedono:
Percorsi di formazione permanente da realizzarsi presso i centri territoriali o presso
Istituti Tecnici e Professionali per il recupero della formazione di base degli adulti, il
rientro scolastico e l'acquisizione di competenze trasversali;
Percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore finalizzati alla definizione di
standard nazionali;
Infine, per la qualità e il rafforzamento dei sistemi, gli interventi previsti sono di
tipo trasversale rispetto alle altre due aree.
Le tipologie previste individuano:
Progetti di alternanza scuola-lavoro da realizzarsi, anche a fini orientativi, durante la
formazione a tempo pieno per la promozione e il raccordo con le aziende e la mobilità
nazionale e transnazionale;
Iniziative sussidiarie ai piani di formazione dei docenti e dei dirigenti scolastici,
finalizzate a sviluppare capacità progettuali ed organizzative, competenze tecnologiche,
competenze metodologiche, istruzione degli adulti, cultura d'impresa anche mediante la
formazione a distanza;
Interventi di promozione dello sviluppo di competenze trasversali e di sostegno alla
realizzazione dei progetti nazionali di formazione linguistica;
Sostegno alle azioni di sistema attraverso la ricerca e sperimentazione su competenze,
crediti formativi, certificazione, standard, accreditamento ed analisi dei fabbisogni;
Centri servizi per il sostegno all'autonomia, lo sviluppo delle tecnologie didattiche,
anche per il sostegno alla simulazione aziendale, lo sviluppo della qualità dei prototipi
progettuali, la diffusione della documentazione didattica.
Per quanto riguarda il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale ( FESR ), altro grande capitolo
di investimento, gli interventi sono strettamente correlati alle iniziative formative
cofinanziate dal FSE.
Le tipologie sviluppano le azioni già realizzate sino ad oggi ed, in particolare,
attengono alle seguenti realizzazioni:
Laboratori scientifici e tecnologici;
Ulteriori interventi negli istituti professionali e tecnici per i laboratori settoriali;
Biblioteche multimediali, laboratori multimediali linguistici;
Laboratori musicali, anche nei Conservatori;
Laboratori di arti applicate negli Istituti e licei artistici;
Tecnologie per i centri territoriali per la formazione permanente, per i centri
territoriali contro la dispersione e per i centri servizi di sostegno all'autonomia;
Interventi strutturali e tecnologici specifici per le scuole delle aree montane.
Nella fase attuale, definito il quadro generale appena descritto, è in corso il negoziato
con la Commissione Europea.
Per quanto riguarda le Regioni dell'Obiettivo 1 ( mezzogiorno ), la Commissione ha
acquisito le linee di intervento generali ed ha posto alcune questioni che riguardano, in
misura diversa, anche il sistema di istruzione, in particolare:
La congruità della presenza delle iniziative per gli italiani emigrati nei Paesi UE
nell'ambito del PSM e del PO Scuola;
La maggiore visibilità e la relativa quantificazione delle azioni in materia di
educazione ambientale, di pari opportunità e di sviluppo della società dell'informazione
e della comunicazione.
Tali questioni potranno determinare alcuni aggiustamenti del Programma operativo, anche
relativamente al piano finanziario.
Va sottolineato che nel corso della prima riunione la Commissione Europea ha rilevato
l'importanza del partenariato con il Ministero della Pubblica Istruzione ed ha dichiarato
di condividere l'impostazione del Programma per la scuola.
Per le Regioni dell'Obiettivo 3 ( centro-nord ) il Ministero della Pubblica
Istruzione non è presente con un proprio programma ma ha partecipato ad alcuni incontri
relativi alla sua programmazione, che riguarda il Fondo Sociale Europeo, contribuendo a
definire le problematiche che saranno oggetto di discussione nell'ambito del negoziato con
la Commissione.
Le questioni aperte riguardano la conformità delle misure proposte per le linee guida per
l'occupazione stabilite dal Consiglio di Helsinki, che rivestono carattere di stabilità.
D'intesa con il Ministero del Lavoro e le Regioni si è convenuto sulla possibilità per
le aree del centro-nord di definire, come richiesto dalla Commissione, linee guida sulle
strategie nazionali di intervento a cura del Ministero della Pubblica Istruzione e la
definizione di un'intesa nella quale vengano indicate attività e risorse in favore del
sistema scolastico per le quali il Ministero stesso definirà indirizzi, coordinamento e
modalità di attuazione.
In questo modo si può affermare che la progettazione è stata puntuale e che ci sono
buone ragioni per ritenere che le risorse messe a disposizione dalla Comunità Europea
saranno, in un quadro di programmazione e coordinamento con le realtà locali,
efficacemente utilizzate.
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febbraio 2000 webmaster@euganeo.it |
il
collegio senatoriale di Tino Bedin |