i-s3-03
Un testo di legge frutto di un serio approfondimento
Onorevole Senatore Lavagnini,
seguo con attenzione, attraverso gli organi di stampa, del suo impegno parlamentare per la
lotta al doping. La sensibilità che lei dimostra nella specifica azione politica denota
una conoscenza della realtà sportiva che La fa distinguere da coloro che oggi si
improvvisano accusatori del sistema. Quella del doping, se non fermata subito, rischia di
divenire una piaga sociale di proporzioni inaudite.
Vivo una modesta esperienza sportiva frequentando abitualmente una nota palestra romana.
È inaccettabile che sia alla portata di chiunque, come posso involontariamente
testimoniare, la pratica del doping. Spesso sono gli istruttori di body building a
suggerire ai propri "allievi" il farmaco giusto. Non è possibile proseguire
così: limpunità di questa degenerante situazione deve essere risolta. Ma vorrei
chiederle: lo Stato cosa fa concretamente per tutelare la salute dei cittadini?
Carlo Latini Roma
Caro amico,
desidero anzitutto ringraziarla per le parole espresse a sostegno della lotta al doping.
Effettivamente ho la fortuna di vivere, da trentanni, unesperienza nel mondo
del calcio dilettantistico quale dirigente di una società. Nel corso del tempo mi sono
scontrato innumerevoli volte con i sostenitori di queste alteranti forme di
"aiuto". Lopera spregiudicata di medici e massaggiatori verso calciatori,
più o meno giovani e talvolta inconsapevoli oppure incautamente accondiscendenti, per
migliorarne la prestazione agonistica fa parte della storia buia dello sport praticato ad
ogni livello.
Come lei ben sa, sono uno dei presentatori di un disegno di legge tendente a
regolamentare, una volta per tutte, la materia del doping. La Commissione ha concluso
recentemente il lavoro. Sono stati discussi diversi emendamenti presentati da alcuni
colleghi senatori oltre al contributo propositivo prodotto dal sottoscritto. Risale allo
scorso 11 febbraio la seduta conclusiva della Commissione nellambito della quale è
stato approvato, nel testo definitivo, il nuovo articolato recante innovative
disposizioni. Liter è dunque allo stadio culminante e il provvedimento potrebbe
addirittura non richiedere il passaggio in Aula accelerandone lattuazione. In
particolare, vorrei focalizzare lattenzione sullarticolo 1 in materia di
"Tutela sanitaria delle attività sportive. Divieto di doping". Un passo
fondamentale è stato compiuto poiché esso individua inequivocabilmente il concetto di
doping: "Costituisce doping la somministrazione allatleta professionista,
dilettante o amatoriale di medicinali appartenenti alle classi farmacologiche vietate
indicate dal Comitato Internazionale Olimpico (CIO), ovvero luso di metodi vietati
dal medesimo CIO, o comunque la somministrazione di medicinali o luso di pratiche
terapeutiche non giustificate da documentate condizioni patologiche ed effettuate con
lintento di migliorare le prestazioni agonistiche, ovvero di modificare i risultati
dei controlli". Nella mia proposta legislativa, come anche negli emendamenti da me
presentati al testo unificato proposto dal relatore per i quattro disegni di legge
depositati al Senato, vi è lintento di perseguire anche penalmente coloro che
somministrano o prescrivono, dunque illegalmente, sostanze dopanti. Latleta
coinvolto in una simile vicenda sarebbe sottoposto a pesanti sanzioni di squalifica
dallattività sportiva. E norme specifiche, particolarmente "pesanti",
sono anche previste a tutela dei frequentatori, come lei, di palestre dove si svolgono
attività sportive non agonistiche, magari rivolte solo alla "costruzione" del
corpo, ma a questo punto sarebbe più opportuno parlare di "miglioramento" del
benessere psico-fisico.
Dunque, le istituzioni dello Stato lavorano per tutelare la salute dei cittadini. La
questione doping è stata unoccasione importante per confermarlo e non deludere,
così, chi in esse ripone la propria fiducia.
| 11
giugno 1999 webmaster@euganeo.it |
il
collegio senatoriale di Tino Bedin |