i-s12-02
Due
disegni di legge per una categoria che non può attendere
Per
gli invalidi di guerra revisione
dei trattamenti pensionistici e sanitari
Il
Senato è chiamato ad un "atto di risarcimento" anche
in considerazione delletà avanzata dei destinatari. Il
nodo dei ticket per le medicine
di Gerardo Agostini
E' arrivata l'ora di saldare un debito
morale verso coloro che al servizio della Patria hanno
sacrificato la propria integrità fisica e che simboleggiano i
valori che sono a fondamento di una nazione civile e democratica
come la nostra. Per dare finalmente un'equa soluzione ai problemi
che assillano i mutilati ed invalidi di guerra nel campo della
pensionistica e dell'assistenza sanitaria sono dinanzi al Senato,
su iniziativa della loro Associazione unitaria che li tutela e
rappresenta dal lontano 1917, due appositi disegni di legge.
Per quanto attiene ai trattamenti pensionistici di guerra è
attualmente all'esame della Commissione finanze e tesoro di
Palazzo Madama il ddl 1614, di cui sono il primo firmatario, che
conferisce delega al Governo per il riordinamento generale dei
trattamenti pensionistici di guerra, sotto il profilo normativo
ed economico. Si tratta di un progetto organico che individua con
precisione le manchevolezze e le sperequazioni esistenti nella
legislazione pensionistica di guerra e che consente al Governo di
predisporre, attraverso un decreto legislativo, in uno o più
esercizi e previa consultazione con i rappresentanti della
Categoria, le opportune soluzioni.
L'età avanzata dei destinatari del provvedimento (il più
giovane ha da tempo superato i 70 anni) e l'incontestabile
diritto che essi vantano all'equo risarcimento del danno subito
in guerra impongono una rapida approvazione del ddl in argomento.
Altrettanto sentita è l'esigenza che venga rispettato
concretamente ed integralmente il diritto degli invalidi di
guerra alla totale gratuità delle prestazioni sanitarie per la
cura delle invalidità pensionate. La vigente normativa, infatti,
pur prevedendo l'esenzione del pagamento dei vari tickets sui
medicinali in favore dei titolari di pensione di guerra diretta
non affronta né tantomeno risolve il problema dei farmaci
inseriti nella cosiddetta fascia C che, vengono pagati a prezzo
pieno anche dagli invalidi di guerra. Per ovviare a tale
situazione, che contrasta in modo stridente con il già
richiamato principio risarcitorio, è stato presentato da oltre
un anno il ddl n. 2000, anch'esso da me sottoscritto e da altri
parlamentari appartenenti a tutto lo schieramento politico, che
prevede, in favore degli invalidi di guerra, l'erogabilità a
completo carico del Servizio Sanitario Nazionale dei farmaci di
fascia C, qualora il medico curante ne attesti la
indispensabilità terapeutica e l'insostituibilità con analoghe
specialità inserite nella fascia A o B. Il ddl si trova
all'esame della Commissione Sanità del Senato.
Il Gruppo dei Popolari, facendosi interprete dei sentimenti di
riconoscenza e solidarietà degli italiani tutti verso una così
benemerita categoria di cittadini, sollecita l'esame e
l'approvazione di entrambi i provvedimenti che traggono la loro
legittimità dal principio del risarcimento del danno sancito
dalle leggi vigenti e ribadito dalla costante giurisprudenza
della Corte Costituzionale.
| 30/10/1998 webmaster@euganeo.it |
il collegio senatoriale
di Tino Bedin |