Cresce il ruolo di Provincia e Comuni
nel dimensionamento degli istituti
Un certo ritardo crea disagi che devono essere superati;
va meglio inquadrata la funzione delle scuole non statali
Tempi
Dopo l'approvazione della legge Bassanini il Ministro sta approntando i regolamenti attuativi. Per il momento sono pronti il decreto sui dirigenti delle scuole autonome e il regolamento del dimensionamento degli istituti scolastici. Il Ministro ha chiesto una proroga sui tempi fissati dalla legge per i restanti regolamenti (autonomia didattica e organizzativa, organi collegiali territoriali, riforma del Ministero).
Il Consiglio dei ministri ha varato intanto il decreto di trasferimento dallo Stato agli enti locali di alcune competenze riguardanti l'istruzione e la formazione professionale
La proposta
I nuovi dirigenti scolastici avranno il compito di promuovere l'offerta formativa della scuola e di gestirne le risorse e saranno reclutati mediante corsi riservati a quanti sono attualmente presidi di ruolo o incaricati. A regime i dirigenti saranno reclutati mediante corsi-concorsi ai quali si potrà accedere con almeno sette anni di servizio di ruolo. Una corsia preferenziale sarà riservata agli incaricati.
Il Regolamento sul dimensionamento prevede il conferimento della personalità giuridica a istituti con una popolazione studentesca di minimo 500 alunni, salvo deroghe per i territori montani, le isole e le zone con minoranze linguistiche (qui il limite scende a 300 alunni). Il limite massimo è fissato a 900 alunni ma può essere superato nelle zone ad alta densità demografica. In caso di non raggiungimento delle dimensioni si procede ad accorpamenti di scuole prima in senso orizzontale poi in senso verticale. Gli accorpamenti sono decisi da una conferenza presieduta dal Presidente della Provincia e alla quale partecipano il Provveditore, il Presidente del Consiglio Scolastico Provinciale e i rappresentanti dei comuni interessati. Il Piano di dimensionamento è approvato dalla Regione, che, sulla base di quest'ultimo, determinerà la dotazione organica provinciale. Il Provveditore a sua volta determinerà l'organico delle singole scuole sulla base del piano provinciale.
Il decreto di trasferimento di competenze agli enti locali trasferisce alle Regioni entro il 2000 il personale ATA e affida a questi enti compiti di controllo e vigilanza su scuole e organi collegiali, oltre ai finanziamenti alle scuole non statali. Alle province (per le superiori) e ai Comuni (per le altre scuole) sono delegate, in accordo con le componenti scolastiche, le funzioni di istituzione e soppressione di scuole, gli interventi perequativi, il sostegno ai portatori di H e la realizzazione di concerto con le scuole autonome dell'orientamento, della formazione degli adulti e del recupero della dispersione.
Una bozza del regolamento dell'autonomia didattica e organizzativa verrà inviata alle componenti scolastiche per una consultazione al termine della quale il Ministro varerà la versione definitiva. La proposta prevede che lo Stato mantenga la gestione degli organici, la definizione degli standard e degli obiettivi di apprendimento e il monte ore da dedicarvi. Alle singole scuole spetterà l'organizzazione dell'insegnamento delle discipline, la definizione delle materie che arricchiscono l'offerta formativa di base e tutto ciò che riguarderà l'organizzazione interna anche in merito ai rapporti con altre scuole (soprattutto in materia di aggiornamento) e col territorio.
Problemi aperti
| 18/06/1998 webmaster@euganeo.it |
il collegio senatoriale di Tino Bedin |