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Il senso di due emendamenti presentati dal Partito Popolare
alla Finanziaria 2000
Parità tra insegnanti
nel sistema pubblico integrato
Un criterio di trasparenza, al quale in commissione il Polo non ha dato appoggio
Gli insegnanti restano una priorità per i popolari. Lo confermano i due emendamenti
presentati in finanziaria in questi giorni. Il primo, concordato con tutta la maggioranza,
tende a rinviare di un anno il taglio dell1% del personale delle scuole statali per
armonizzare questo intervento con quanto previsto dal riordino dei cicli in approvazione
al Senato. Il secondo emendamento, concordato con le componenti centriste della
maggioranza e accolto dai diessini, tende ad equiparare la percentuale degli oneri
previdenziali tra le scuole statali e quelle non statali. Attualmente, infatti, mentre lo
Stato per i suoi docenti versa allINPS il 24,20% dello stipendio lordo, le scuole
non statali versano rispettivamente il 25,78% per le scuole materne aderenti alla FISM (la
federazione delle scuole materne cattoliche) e il 30,98% per le scuole aderenti alla FIDAE
(scuole elementari e secondarie cattoliche) e allANINSEI (scuole elementari e
secondarie laiche). Il costo complessivo di questo emendamento si aggira sui 90 miliardi
annui. La riduzione degli oneri a carico delle scuole consentirà non solo di assicurare
la massima trasparenza a questo comparto ma anche di rendere concreta per le parti la
possibilità di negoziare migliori condizioni contrattuali per i circa 80 mila docenti di
queste istituzioni scolastiche. Su questo emendamento, per la cronaca, vanno registrati il
voto contrario dei repubblicani, dei comunisti italiani, di rifondazione comunista e, a
titolo personale, del diessino Vignali, lastensione dellunico rappresentante
di Forza Italia presente, la non partecipazione al voto del rappresentante del CCD e
lassenza di AN e il voto favorevole della Lega. "Mi dispiace ha
commentato il responsabile scuola del PPI Manzini che una parte della maggioranza
non abbia colto il significato vero di questo emendamento. Si tratta infatti di un atto di
giustizia verso i docenti e le istituzioni che svolgono la stessa funzione pubblica, cioè
il servizio scolastico. Lemendamento, non a caso prevede questi sgravi per le scuole
paritarie, quelle cioè che, in base alla legge di parità in approvazione alla Camera,
fanno parte a parità di condizioni del sistema nazionale dellistruzione.
Evidentemente in alcune componenti della maggioranza permangono delle preclusioni
ideologiche che impediscono di votare serenamente anche semplici questioni di perequazione
contributiva. Trovo invece politicamente molto illuminante latteggiamento del Polo
che, dopo aver per settimane stigmatizzato il nostro comportamento perché sul tema della
scuola non statale non avevamo avuto il coraggio di voti trasversali, alla prima occasione
concreta a favore delle scuole non statali, per semplici ragioni di schieramento si è
defilato. E unulteriore conferma che a queste forze politiche non interessa la
scuola ma solo la polemica di parte. Noi ha concluso Manzini siamo attenti
alla condizione dei docenti sia che lavorino nelle scuole dello Stato sia in quelle non
statali. A noi interessa che ci siano ovunque insegnanti bravi e preparati."
Gli emendamenti andranno ora al vaglio della Commissione Bilancio e successivamente in
Aula. Lapprovazione finale è prevista, come è noto, per la settimana prima di
Natale.
24 novembre 1999
| 2
aprile 2000 webmaster@euganeo.it |
il
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