Profonde differenze, ma anche condivisioni:
la formazione professionale è... promossa
La riforma dei cicli scolastici: i punti di discussione
Sono molti e talora radicali gli elementi di divergenza tra le proposte di legge e a prima vista tutto ciò sembra scoraggiare il legislatore che desideri lavorare alla unificazione dei testi. Se ci si fermerà al solo aspetto dell'architettura del sistema, l'impresa sarà ardua. Non c'è accordo sul considerare obbligatorio il 5° anno della materna; non c'è accordo sulla divisione in due cicli scolastici; non c'è accordo sulla complessiva durata del sistema; molto controversa è la organizzazione modulare; variamente inteso è il rapporto tra istruzione e scuola professionale.
Dunque occorre una disponibilità al confronto almeno pari a quella che ha dimostrato di avere il gruppo di lavoro del ministro nel passaggio dal documento preparatorio del gennaio 1997 alla presentazione del testo nel giugno dello stesso anno.
Un primo percorso già compiuto. Nel documento preparatorio da un lato sembrava di intravedere una anticipazione del tempo delle scelte, dall'altra, un prolungamento indefinito dell'infanzia; veniva da chiedersi se valesse la pena correre il rischio di una destrutturazione complessiva degli attuali ordinamenti per una molteplicità indefinita, talora contraddittoria e vaga di obiettivi.
Le critiche sono servite a riequilibrare il documento che nella versione definitiva ha accolto i rilievi più importanti emersi dal dibattito, precisando le motivazioni, correggendo e dando senso ai percorsi, e offrendosi dunque alla discussione parlamentare come una proposta che senza perdere in forza, né ridimensionare le proprie ambizioni, si presenta come maggiormente riflessiva e problematica.
Un analogo movimento sembra essersi del resto prodotto sull'altro versante, quello della critica; la quale, dopo avere esasperato i toni (si è parlato di "una plumbea casacca da collegio di regime", di "pubblica distruzione", di nuova "fabbrica di somari", di "parto mostruoso"), soprattutto sui mass media, ha elaborato proposte organiche di riforma che permettono un confronto, perché si misurano sugli stessi problemi reali della scuola italiana e riconoscono la necessità di una riforma e di un ripensamento generale dell'organizzazione attuale a partire dalla opportunità dell'elevamento dell'obbligo scolastico a 10 anni.
La formazione professionale. Ma anche su un altro punto, non affatto scontato in passato, oggi c'è accordo: quello di un più corretto dimensionamento e della qualificazione del sistema della formazione professionale, finora spesso sacrificato.
Ogni proposta rivolta alla diversificazione e alla anticipazione professionale, assumeva in passato il valore simbolico di un cedimento alle spinte del mercato, dei mestieri e delle professioni minori, quando non veniva letto sotto il segno di una discriminazione di classe. Oggi, quella tensione politico ideologica che si condensava su entrambi i versanti si è stemperata in una riflessione che vede la conciliazione e la sintesi dei due momenti.
L'equilibrio da ricercare. Ci sono alcuni elementi fondamentali per partire: il resto può venire, e certamente verrà se non mancherà, anche in questo cimento, nelle varie forze politiche un atteggiamento costituente, quello che il ministro Berlinguer sottolineava come un grande valore, quasi il segreto della riuscita della legge sui concorsi universitari.
Si potrà così trovare un punto di equilibrio anche sulla divisione dei cicli, sul ruolo del personale docente, sull'obbligo che parte da una età anticipata, sui problemi di edilizia e di dislocazione territoriale delle scuole (tutti aspetti nei quali le varie proposte si diversificano anche radicalmente). Così come, si avrà modo di cogliere ulteriori contributi dal dibattito esterno, con riferimento soprattutto alle riflessioni del mondo della pedagogia, della psicologica, della morale per aiutare a orientare il parlamento verso un più sicuro equilibrio in quell'età dell'adolescenza alle cui esigenze, con la scomposizione e ricomposizione del comparto della scuola media, la scuola intende dare più convincenti risposte.
| 12/06/1998 webmaster@euganeo.it |
il collegio senatoriale di Tino Bedin |