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Le istituzioni scolastiche non sono estranee al territorio
di Giovanni Polidoro
Le nascenti opportunità dinterazione fra mondi e comparti della società
moderna, in tempi anche recenti, dichiaratamente distanti, impongono ai promotori delle
politiche nazionali comportamenti più problematici e decisioni meno parziali. Le
istituzioni scolastiche non sono estranee al territorio delle politiche culturali; ne sono
anzi uno degli snodi cruciali. Mai come oggi le scuole sono al centro dell'attenzione
politica; mai come oggi le istituzioni educative sono sottoposte ad una pluralità di
domande e distanze. Lidea della riforma risponde a questo insieme
desigenze. Cè oggi una maggior consapevolezza delle relazioni che esistono
tra i diversi campi dazione pubblica. Se in passato lazione pubblica nel
settore delleducazione manteneva carattere di separatezza, oggi sono sempre più
evidenti alcuni aspetti: innanzi tutto lintreccio che esiste tra le decisioni di
politica scolastica e le scelte che si compiono nelle politiche del pubblico impiego ( la
gestione del personale della scuola ha un forte impatto sulloccupazione nel settore
pubblico, come il caso dei concorsi in atto documenta ), in secondo luogo va considerata
la stretta connessione tra la riforma della scuola e le politiche territoriali ( il
dimensionamento delle unità scolastiche nè un esempio attuale ), in ultimo, la
sinergia necessaria tra campi diversi dintervento pubblico ( le collaborazioni del
sistema scolastico con il sistema dei servizi sanitari hanno un carattere ormai
strutturali in più contesti, da quello dellinclusione dei disabili a quello
delleducazione alla salute ). Nel settore delle politiche culturali la connessione
è evidente. Le scuole sono cittadelle del sapere; la più ampia concentrazione di
processi dapprendimento e la presenza più diffusa di momenti daggregazione
culturale sul territorio. Non è un caso che spesso negli enti locali la responsabilità
per la cultura sia associata alla responsabilità per listruzione; non sempre,
tuttavia a conferma di un rapporto che talvolta si caratterizza per la separatezza.
E tempo di avviare una riflessione di carattere politico-culturale su alcuni temi
centrali per riscoprire nuove sinergie e per costruire convergenze significative: tenendo
conto che le politiche culturali sono costruite attraverso la partecipazione, le scuole
possono essere attori cruciali nella formazione e nello sviluppo di politiche culturali
per il territorio, le politiche culturali possono incidere in modo significativo sul
contesto in cui le scuole (docenti e studenti) operano ed, in ultimo, le forme e i modi
dinterazione oggi sono molteplici con modelli collaudati dinnovazione La
riflessione è doverosa, oltre che indispensabile, particolarmente in un periodo in cui lo
sforzo per il cambiamento del sistema scolastico ha raggiunto livelli senza precedenti. La
definizione e lo sviluppo di una politica culturale è il risultato di una convergenza
delle strategie distituzioni e soggetti diversi. I manifesti di politica culturale
che non nascono dalla progettualità di una pluralità di soggetti sono destinati alla
sopravvivenza marginale o alla visibilità effimera di poche stagioni. E
unarea dazione pubblica complessa, con molti soggetti con tempi lunghi
dintervento, con una molteplicità di connessioni. E unarea difficile da
governare, con tensioni costanti tra le istanze degli investimenti di medio e lungo
termine e le preoccupazioni per i cartelloni stagionali. In questo contesto sempre più le
scuole vengono considerate non solo come consumatori occasionali deventi e di
servizi, ma anche come co-protagonisti e come partner essenziali. Ci sono vari livelli di
coinvolgimento delle scuole e soluzioni diverse vanno adottate in relazione
allassetto stesso dei territori. La partecipazione delle scuole alla vita culturale
del territorio e il contributo che esse possono fornire presenta dimensioni diverse: le
scuole creano cultura e partecipazione, in quanto momenti daggregazione e spazi
dazione collettiva ( in alcune realtà sono anche lunica realtà di scambio );
la socializzazione alla storia e alle eredità del territorio è uno dei compiti che molte
scuole svolgono radicando nelle giovani generazioni la conoscenza del contesto di vita
nonché, spesso, lappartenenza territoriale; le scuole creano le premesse nei
giovani per quella sensibilità e partecipazione che sono le precondizioni dogni
politica culturale; larea delleducazione si presta ad ospitare eventi ed
interventi propri delle politiche culturali. Il contesto dellautonomia scolastica
rafforza il ruolo attivo delle scuole e da questo punto di vista, non mancano le
esperienze in molti campi, dalla musica al teatro, dalla letteratura al cinema. Un aspetto
importante da considerare è limpatto indiretto che le politiche culturali hanno
sulle scuole. La presenza di un contesto culturale ricco, pieno di sollecitazioni e in
costante evoluzione ha profonde ripercussioni sullazione della scuola. Si è ormai
convinti che lambiente dapprendimento per gli studenti non è solamente la
classe per quanta aperta e flessibile né, tantomeno, la classe virtuale che il ricorso
alle tecnologie oggi consente. Il contesto locale e territoriale sempre più viene
considerato come ambiente dapprendimento. In proposito si possono fare molti esempi:
la presenza di un sistema bibliotecario distribuito su un territorio può essere un
prezioso investimento di sostegno allazione delle scuole; lo sviluppo di servizi
territoriali dinteresse per gli insegnanti è un contributo al mantenimento delle
competenze professionali; la realizzazione di un museo locale con una sezione didattica
può facilitare preziose collaborazioni e arricchimenti del curriculum scolastico; la
progettazione ditinerari artistici e naturalistici può moltiplicare i percorsi
dapprendimento e di conoscenza per alunni e per studenti; lavvicinamento dei
giovani a manifestazioni importanti della cultura dalla musica al teatro
richiede collaborazioni e sinergie tra le scuole e le istituzioni culturali presenti sul
territorio. Sotto questo profilo si potrebbe affermare che le politiche culturali sono
parte integrante delle politiche educative. Approcci innovativi nellazione educativa
e didattica impongono oggi una profonda revisione delle routine didattiche. In particolare
sono diffuse la considerazione della pluralità degli ambienti dapprendimento e la
convinzione che il percorso formativo degli studenti non segue ununica traiettoria.
Strategie efficaci dapprendimento vengono sviluppate nellesperienza scolastica
e nellesperienza al di fuori della scuola stessa. Questa è la ragione della
tendenza a realizzare accordi tra le Istituzioni.
Ci sono ormai tradizioni di collaborazione tra le scuole e importanti istituzioni
culturali: i musei, le gallerie darte moderna, i concerti e musica, i teatri, i
cinema, i parchi ambientali, le Istituzioni culturali locali, le testimonianze delle
tradizioni culturali. Si sono sviluppate anche soluzioni innovative di partnership, dalle
convenzioni ai consorzi, che sono destinate ad espandersi proprio in ragione
dellautonomia delle istituzioni scolastiche. Nel momento in cui il rapporto con gli
altri soggetti diventa per la scuola una componente essenziale del piano dellofferta
formativa, non è senza rilievo il tessuto culturale e istituzionale del territorio su cui
la scuola opera. E difficile pensare a nuove politiche per la scuola senza
unadeguata sinergia con le politiche culturali; sono tessere di un medesimo mosaico,
comprensibili nel loro essere reciprocamente complementari. La distribuzione delle
responsabilità cui corrispondono anche basi organizzative e amministrative diverse, deve
essere la garanzia dazioni robuste, solide ed efficaci, non lalibi per la
separatezza che spesso ha impedito lesplorazione di più avanzate esperienze.
10 febbraio 2000
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febbraio 2000 webmaster@euganeo.it |
il
collegio senatoriale di Tino Bedin |