i-s37

Le istituzioni scolastiche non sono estranee al territorio
Nella scuola il crocevia
delle politiche culturali

Mai come oggi gli istituti formativi sono stati sottoposti ad una pluralità di domande

di Giovanni Polidoro
sottosegretario alla Pubblica istruzione

Le nascenti opportunità d’interazione fra mondi e comparti della società moderna, in tempi anche recenti, dichiaratamente distanti, impongono ai promotori delle politiche nazionali comportamenti più problematici e decisioni meno parziali. Le istituzioni scolastiche non sono estranee al territorio delle politiche culturali; ne sono anzi uno degli snodi cruciali. Mai come oggi le scuole sono al centro dell'attenzione politica; mai come oggi le istituzioni educative sono sottoposte ad una pluralità di domande e d’istanze. L’idea della riforma risponde a questo insieme d’esigenze. C’è oggi una maggior consapevolezza delle relazioni che esistono tra i diversi campi d’azione pubblica. Se in passato l’azione pubblica nel settore dell’educazione manteneva carattere di separatezza, oggi sono sempre più evidenti alcuni aspetti: innanzi tutto l’intreccio che esiste tra le decisioni di politica scolastica e le scelte che si compiono nelle politiche del pubblico impiego ( la gestione del personale della scuola ha un forte impatto sull’occupazione nel settore pubblico, come il caso dei concorsi in atto documenta ), in secondo luogo va considerata la stretta connessione tra la riforma della scuola e le politiche territoriali ( il dimensionamento delle unità scolastiche n’è un esempio attuale ), in ultimo, la sinergia necessaria tra campi diversi d’intervento pubblico ( le collaborazioni del sistema scolastico con il sistema dei servizi sanitari hanno un carattere ormai strutturali in più contesti, da quello dell’inclusione dei disabili a quello dell’educazione alla salute ). Nel settore delle politiche culturali la connessione è evidente. Le scuole sono cittadelle del sapere; la più ampia concentrazione di processi d’apprendimento e la presenza più diffusa di momenti d’aggregazione culturale sul territorio. Non è un caso che spesso negli enti locali la responsabilità per la cultura sia associata alla responsabilità per l’istruzione; non sempre, tuttavia a conferma di un rapporto che talvolta si caratterizza per la separatezza. E’ tempo di avviare una riflessione di carattere politico-culturale su alcuni temi centrali per riscoprire nuove sinergie e per costruire convergenze significative: tenendo conto che le politiche culturali sono costruite attraverso la partecipazione, le scuole possono essere attori cruciali nella formazione e nello sviluppo di politiche culturali per il territorio, le politiche culturali possono incidere in modo significativo sul contesto in cui le scuole (docenti e studenti) operano ed, in ultimo, le forme e i modi d’interazione oggi sono molteplici con modelli collaudati d’innovazione La riflessione è doverosa, oltre che indispensabile, particolarmente in un periodo in cui lo sforzo per il cambiamento del sistema scolastico ha raggiunto livelli senza precedenti. La definizione e lo sviluppo di una politica culturale è il risultato di una convergenza delle strategie d’istituzioni e soggetti diversi. I manifesti di politica culturale che non nascono dalla progettualità di una pluralità di soggetti sono destinati alla sopravvivenza marginale o alla visibilità effimera di poche stagioni. E’ un’area d’azione pubblica complessa, con molti soggetti con tempi lunghi d’intervento, con una molteplicità di connessioni. E’ un’area difficile da governare, con tensioni costanti tra le istanze degli investimenti di medio e lungo termine e le preoccupazioni per i cartelloni stagionali. In questo contesto sempre più le scuole vengono considerate non solo come consumatori occasionali d’eventi e di servizi, ma anche come co-protagonisti e come partner essenziali. Ci sono vari livelli di coinvolgimento delle scuole e soluzioni diverse vanno adottate in relazione all’assetto stesso dei territori. La partecipazione delle scuole alla vita culturale del territorio e il contributo che esse possono fornire presenta dimensioni diverse: le scuole creano cultura e partecipazione, in quanto momenti d’aggregazione e spazi d’azione collettiva ( in alcune realtà sono anche l’unica realtà di scambio ); la socializzazione alla storia e alle eredità del territorio è uno dei compiti che molte scuole svolgono radicando nelle giovani generazioni la conoscenza del contesto di vita nonché, spesso, l’appartenenza territoriale; le scuole creano le premesse nei giovani per quella sensibilità e partecipazione che sono le precondizioni d’ogni politica culturale; l’area dell’educazione si presta ad ospitare eventi ed interventi propri delle politiche culturali. Il contesto dell’autonomia scolastica rafforza il ruolo attivo delle scuole e da questo punto di vista, non mancano le esperienze in molti campi, dalla musica al teatro, dalla letteratura al cinema. Un aspetto importante da considerare è l’impatto indiretto che le politiche culturali hanno sulle scuole. La presenza di un contesto culturale ricco, pieno di sollecitazioni e in costante evoluzione ha profonde ripercussioni sull’azione della scuola. Si è ormai convinti che l’ambiente d’apprendimento per gli studenti non è solamente la classe per quanta aperta e flessibile né, tantomeno, la classe virtuale che il ricorso alle tecnologie oggi consente. Il contesto locale e territoriale sempre più viene considerato come ambiente d’apprendimento. In proposito si possono fare molti esempi: la presenza di un sistema bibliotecario distribuito su un territorio può essere un prezioso investimento di sostegno all’azione delle scuole; lo sviluppo di servizi territoriali d’interesse per gli insegnanti è un contributo al mantenimento delle competenze professionali; la realizzazione di un museo locale con una sezione didattica può facilitare preziose collaborazioni e arricchimenti del curriculum scolastico; la progettazione d’itinerari artistici e naturalistici può moltiplicare i percorsi d’apprendimento e di conoscenza per alunni e per studenti; l’avvicinamento dei giovani a manifestazioni importanti della cultura – dalla musica al teatro – richiede collaborazioni e sinergie tra le scuole e le istituzioni culturali presenti sul territorio. Sotto questo profilo si potrebbe affermare che le politiche culturali sono parte integrante delle politiche educative. Approcci innovativi nell’azione educativa e didattica impongono oggi una profonda revisione delle routine didattiche. In particolare sono diffuse la considerazione della pluralità degli ambienti d’apprendimento e la convinzione che il percorso formativo degli studenti non segue un’unica traiettoria. Strategie efficaci d’apprendimento vengono sviluppate nell’esperienza scolastica e nell’esperienza al di fuori della scuola stessa. Questa è la ragione della tendenza a realizzare accordi tra le Istituzioni.
Ci sono ormai tradizioni di collaborazione tra le scuole e importanti istituzioni culturali: i musei, le gallerie d’arte moderna, i concerti e musica, i teatri, i cinema, i parchi ambientali, le Istituzioni culturali locali, le testimonianze delle tradizioni culturali. Si sono sviluppate anche soluzioni innovative di partnership, dalle convenzioni ai consorzi, che sono destinate ad espandersi proprio in ragione dell’autonomia delle istituzioni scolastiche. Nel momento in cui il rapporto con gli altri soggetti diventa per la scuola una componente essenziale del piano dell’offerta formativa, non è senza rilievo il tessuto culturale e istituzionale del territorio su cui la scuola opera. E’ difficile pensare a nuove politiche per la scuola senza un’adeguata sinergia con le politiche culturali; sono tessere di un medesimo mosaico, comprensibili nel loro essere reciprocamente complementari. La distribuzione delle responsabilità cui corrispondono anche basi organizzative e amministrative diverse, deve essere la garanzia d’azioni robuste, solide ed efficaci, non l’alibi per la separatezza che spesso ha impedito l’esplorazione di più avanzate esperienze.

10 febbraio 2000


12 febbraio 2000
webmaster@euganeo.it
home page
il collegio senatoriale di
Tino Bedin