i-s29

Informazioni per aiutare a capire una legge
Alcuni "fatti di parità"
nelle scelte del centro-sinistra
Sia sui principi che sui soldi siamo di fronte ad autentiche novità a lungo attese

Il provvedimento approvato dal Senato il 21 luglio all'art. 1, comma 1^, introduce per la prima volta in cinquant'anni il "principio" della parità, affermando che il "sistema nazionale di istruzione è costituito dalle scuole statali e dalle scuole paritarie private e degli enti locali"; al comma 3 codifica che "alle scuole paritarie private è assicurata piena libertà per quanto concerne l'orientamento culturale e l'indirizzo pedagogico-didattico" e riconosce che dette scuole "svolgono un servizio pubblico". Possono scegliersi il personale docente ed anzi (vedi il 5^ comma) "possono avvalersi di prestazioni volontarie di personale docente" nella misura fino ad un quarto dell'organico. Questi sono i principi introdotti e sono i "fatti" veri. Le illazioni ed i lai, sono invece le "chiacchiere".
Venendo ai soldi, cioè al finanziamento del nuovo sistema, alcunii sembrano continuare ad ignorare quanto invece, ormai, anche vaste aree del mondo cattolico e soprattutto delle rappresentanze dei diretti interessati (Fidae, Fism) stanno riconoscendo. Cioè che non si tratta di elemosine nè di assistenzialismo.
Anche qui i fatti. Già da subito nella fascia materna ed elementare (e in un domani, quando sarà passata la riforma dei cicli che accorpa le medie nelle elementari, nella intera scuola di base), si prevede - comma 13^ - che il Ministero eroghi direttamente alle singole scuole un contributo che si aggirerà sui 30 milioni per sezione (per le materne) e di 35 per classe (per le elementari). Non mi pare proprio che si possa paragonarlo alle mille lire date al "barbone"! Basti pensare che fino a qualche anno fa (quando c'era il governo tecnico o di centro-destra) l'importo annuo era di tre milioni per sezione e lo scorso anno raggiungeva a malapena i nove milioni. In pochi anni il sostegno è quindi decuplicato. Il costo non è di "800 miliardi in 3 anni, che andrebbero agli alunni delle statali", ma di oltre 1000 miliardi annui che sono destinati per i 3/4 alle non statali. Questo è un altro dei "fatti", che rende vane le chiacchiere disinformate o prevenute. Solamente per la secondaria attuale (in futuro solo per le superiori) sono previste le borse di studio. Ma anche per tali scuole è introdotto il regime fiscale privilegiato delle Onlus (vedi comma 8^), è stabilito che gli interventi siano "differenziati per ordine e grado di istruzione" e, soprattutto, viene devoluta la erogazione alle Regioni, per le quali vengono confermate le competenze già loro trasferite con il decreto 112 attuativo della "legge Bassanini" (art. 138) in materia di diritto allo studio e di contributi alle non statali. Quindi nulla vieta che le leggi regionali prevedano interventi differenziati, nell'ambito della propria competenza.
La semplice informazione può aiutare a comprendere che la legge (se diverrà tale) è buona e val la pena di essere sostenuta e valorizzata come un'avvio irreversibile della parità nel nostro Paese.

Cristiano Zironi
responsabile scuola PPI veneto

Padova, 4 agosto 1999

 


13/08/1999
webmaster@euganeo.it
home page
il collegio senatoriale di
Tino Bedin