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Nove i progetti di legge, ma determinanti saranno i contenuti
La riforma dei cicli scolastici in Parlamento

Cambierà la struttura della scuola che milioni di italiani, anzi tutti gli italiani, conoscono? Scuola elementare, media dell'obbligo, superiori, liceo, istituti tecnici: tutti nomi destinati a richiamare al passato? L'idea di ridisegnare dal punto di vista organizzativo il nostro sistema scolastico è ormai diffusa. Gli addetti ai lavori la chiamano "riforma dei cicli". Le proposte di legge all'esame della Commissione Pubblica istruzione della Camera dei deputati sono nove. Il numero dice che il consenso almeno sulla necessità di cambiare è diffuso.

Le prime due precedono nella data di presentazione il disegno di legge del Governo e non sembrano tenere conto del dibattito suscitato dalla bozza del gennaio 1997. La quarta e la quinta sono successive all'iniziativa governativa e sia per opposizione che per consonanza si pongono in atteggiamento dialettico con la medesima. Altre quattro proposte sono state collegate successivamente all'inizio della discussione parlamentare.

Il riordino dei cicli scolastici non costituisce, di per sé, la riforma della scuola. Una buona scuola può anche fare a meno di un'edilizia perfetta e di un'organizzazione perfetta del sistema, ma non può fare a meno del concorso degli studenti, della professionalità di buoni insegnanti, dell'attenzione responsabile dei genitori, insomma, degli uomini e delle donne che nella scuola e per la scuola vivono e lavorano. E bisognerà dare a tutti questi soggetti il modo di compiere al meglio la loro delicata funzione. Ecco perché eguale valore assumono provvedimenti quali la riforma degli organi collegiali, l'attuazione dell'autonomia, la formazione universitaria di tutti gli insegnanti che con l'urgenza e la gradualità necessarie il Parlamento dovrà essere in grado di definire al meglio e parallelamente.


12/06/1998
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