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Dieci anni di scuola per i
nuovi europei
A Monselice convegno del Distretto sulla riforma dei
cicli scolastici.
L'intervento del senatore Tino Bedin
"Il riordino dei cicli scolastici: i dubbi della scuola" è stato il filo conduttore di un convegno organizzato a Monselice dal Distretto scolastico. Il senatore Tino Bedin, parlamentare del collegio e presidente della Giunta per gli Affari europei del Senato, ha dialogato con la professoressa Giuliana Bigardi (preside della scuola media di Selvazzano e presidente dell'Associazione nazionale presidi) e Silvia Salvagnin, presidente del Consiglio scolastico provinciale.
L'appuntamento era aperto agli operatori scolastici, agli amministratori locali, ai genitori: insomma a tutte le componenti che già ora, ma ancor più con l'attuazione dell'autonomia scolastica, sono chiamate a partecipare alla vita della scuola. Erano presenti anche i sindaci di Monselice, Battaglia Terme e Due Carrare.
La professoressa Bigardi ha illustrato e commentato il disegno di legge del governo sul riordino dei cicli scolastici. La presidente Salvagnin ha insistito soprattutto sul coinvolgimento degli insegnanti e sulla necessità di una loro partecipazione effettiva e non formalistica al processo di cambiamento.
Il senatore Tino Bedin ha fatto il punto sul cammino della riforma, sottolineando i tempi lunghi di una riforma che per i suoi contenuti non può essere solo il frutto di una maggioranza politica. Tempi quindi necessariamente lunghi. Contemporaneamente il Parlamento non può non riconoscere che una delle innovazioni più urgenti da apportare al nostro sistema è il prolungamento della scuola dell'obbligo da otto a dieci anni. "Anzi - ha detto il senatore di Monselice - bisogna cominciare a chiamare non più 'scuola dell'obbligo' ma 'scuola del diritto' quella che è destinata a tutti i ragazzi italiani. Si tratta infatti di assicurare a tutti i ragazzi la pari opportunità non solo tra di loro, ma anche (ed è questa l'urgenza cui dare risposta) nei confronti dei loro coetanei europei, la maggior parte dei quali hanno un'organizzazione scolastica di base che dura almeno dieci anni".
Proprio questa urgenza spiega il fatto che il ministro della Pubblica istruzione abbia presentato, mentre è in discussione la riforma generale, un disegno di legge specifico sull'allungamento della scuola di base, in parte contraddittorio rispetto alla riforma complessiva.
"Naturalmente - ha osservato il senatore Tino Bedin - questo ha aumentato le incertezze negli insegnanti e nei dirigenti scolastici: incertezza che è fra le cause della difficoltà di cui la Scuola italiana oggi soffre. Bisogna che al più presto governo e parlamento diano certezza, se vogliamo che la scuola sia effettivamente educante".
Il parlamentare dell'Ulivo ha quindi sia illustrato i contenuti del disegno di legge, sia dato spazio alle osservazioni sulle quali è indispensabile un approfondimento in parlamento e nella società.
| 12/06/1998 webmaster@euganeo.it |
il collegio senatoriale
di Tino Bedin |