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In un documento inviato dal Ministero della Pubblica Istruzione
I contenuti essenziali
della formazione di base
Il Partito Popolare chiede
un adeguato spazio per la cultura religiosa

E' stato inviato dal Ministero della Pubblica istruzione alla scuola un documento sui contenuti essenziali della formazione di base, elaborato da una commissione ristretta di "saggi" scelti tra coloro che avevano fatto parte della prima commissione dei quaranta incaricata di un esame dei programmi scolastici.

La proposta della commissione
La scuola dell’autonomia impegna ogni singola unità scolastica a realizzare un proprio progetto educativo di istituto. Questo non significa però che ogni singolo progetto non debba svilupparsi all’interno di precise linee programmatiche valide per tutto il territorio nazionale. Pertanto diventano decisivi gli indirizzi del Governo circa la funzione dell’istituzione scolastica dei programmi e dei curricula. Il documento inviato prevede:

La valorizzazione dei linguaggi della mente e del corpo " in modo da dare una chiara percezione di quanto sia oggi essenziale per la risoluzione di problemi complessi un approccio multidisciplinare integrato".

Il potenziamento dell'area linguistica, affiancando all'italiano e all'inglese (da affrontare subito nel percorso scolastico) altre lingue della comunità europea (una o più).

Un approccio allo studio dei fenomeni fisico-chimici, biologici e della natura "che unisca il momento applicativo e di indagine a quello cognitivo intellettuale".

L'educazione, nel campo della lingua italiana, alla scrittura, attraverso una serie di esercitazioni, che, specie nella prima fase, mirino alla "comprensione e produzione di messaggi scritti pratici e essenziali", che integrerebbero il "tema" come esercizio tradizionale.

Un insegnamento della matematica rinnovato, che privilegi il punto di vista del "problem solving" e faccia comprendere come questa disciplina venga utilizzata nella soluzione di problemi diversi (sia di scienze fisico naturali sia di scienze sociali).

Un insegnamento della storia che fornisca chiavi di lettura per comprendere, oltre alle dinamiche dell'evoluzione umana, "i segni che variamente caratterizzino il paesaggio rurale e urbano del nostro paese" e dia il giusto spazio alle culture europee ed extra europee. Una storia, infine, che si estenda alla conoscenza della storia delle arti e delle scienze.

Un insegnamento della filosofia destinato a "dotare tutti i giovani di strumenti concettuali adeguati alla ragionevole costruzione di una soggettività propositiva e critica".

Una conoscenza di base della cultura greca e latina, valorizzando poi la lingua latina in funzione della comprensione della formazione della lingua italiana.

L'inserimento nella pratica didattica concreta dei linguaggi visivi (cinema e teatro) e musicali .

L'inserimento dell'informatica e dello studio delle nuove tecnologie ad essa connesse ponendole in rapporto "allo sviluppo delle capacità di progettazione autonoma e di autoregolazione dell'azione".

La posizione del Ppi
Il Partito Popolare, pur ritenendo ancora interlocutorio il documento dei saggi, rileva in esso la mancanza di un adeguato spazio per la cultura religiosa. Cinferma inoltre che l’apporto dei cattolici è indispensabile al progetto.


27/08/1998
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