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Il disegno di legge n. 2741 sulla parità
Il disegno di legge n.2741 dal titolo "Disposizioni
per il diritto allo studio e per l'espansione, la diversificazione e l'integrazione
dell'offerta formativa nel sistema pubblico dell'istruzione e della formazione",
si propone come obiettivo prioritario quello di favorire la generalizzazione della domanda
di istruzione a partire dalla prima infanzia lungo tutto l'arco della vita, riconoscendo
anche il valore delle iniziative di formazione e istruzione, da chiunque promosse, che
siano coerenti con gli ordinamenti generali ed abbiano livelli di qualità e di efficacia
adeguati al conseguimento del successo formativo. Si tratta di un'affermazione di grande
rilievo perché sposta il giudizio sulla bontà delle iniziative da una mera
corrispondenza formale degli ordinamenti ad una verifica sull'efficacia dell'azione
formativa, verifica che è affidata allo Stato attraverso il controllo dell'esistenza e
della permanenza dei requisiti e la valutazione degli esiti.
Il ddl si propone di superare la frammentarietà dell'attuale ordinamento per individuare
caratteristiche dell'offerta formativa degli enti locali e dei privati che consentano di
dettare regole generali ed uniformi, in un quadro che dia garanzie di stabilità e di
qualità e consenta di dare attuazione ai precetti costituzionali che impongono: a) di
garantire agli alunni delle scuole che ottengono la parità un trattamento scolastico
equipollente a quello degli alunni delle scuole statali; b) di agevolare con misure
economiche ed altre provvidenze la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti
relativi, tra i quali rientra il dovere-diritto dei genitori di mantenere, istruire ed
educare i figli; c) di rendere effettivo il diritto all'istruzione dei capaci e
meritevoli, anche se privi di mezzi, con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre
provvidenze.
In sintesi, il provvedimento si propone di raggiungere il risultato di incoraggiare la
scolarizzazione pre-obbligo e post-obbligo, fornendo alle famiglie di tutti gli alunni
(delle scuole statali e paritarie) un sostegno concreto e, al tempo stesso, si propone di
sostenere la libertà educativa delle famiglie nel quadro di regole che garantiscano il
livello e la qualità dell'istruzione. Autorizza inoltre le Regioni ad intervenire in
favore di tutti gli alunni capaci e meritevoli o che versano in condizioni economiche
disagiate, qualsiasi sia il percorso che intendono seguire (in scuole statali o
paritarie).
L'impianto di tutto il provvedimento è incentrato sulla scuola statale, che è di
riferimento organizzativo e ordinamentale per tutte le iniziative complementari affidate
alla libera iniziativa di enti e privati. Il Governo intende con ciò ribadire che la
scuola statale è e resta la struttura portante del sistema di istruzione del Paese, e che
il riconoscimento delle scuole paritarie non incide sull'obbligo della Repubblica di
istituire scuole statali per ogni ordine e grado su tutto il territorio nazionale.
| 1/1/1999 webmaster@euganeo.it |
il
collegio senatoriale di Tino Bedin |