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Dalla proposta del ministro al testo di legge
La riforma dei concorsi universitari per diventare ricercatori, professori associati o
professori ordinari è stata definitivamente approvata dal Senato (il 1° luglio 1998),
divenendo legge 3 luglio 1998,
n. 210. Questa legge segna la conclusione di un iter parlamentare assai travagliato,
protrattosi per circa due anni (da quando il ministro Berlinguer presentò un suo disegno
di legge, poi discusso congiuntamente ad altri sette disegni d'iniziativa parlamentare) e
caratterizzatosi anche per la sensibile divaricazione tra le deliberazioni del Senato in
prima lettura (che confermavano, pur con modifiche, le linee ispiratrici della proposta
del governo) e il testo approvato dalla VII Commissione della Camera. E' tale testo che il
Senato ha da ultimo confermato.
Nella legge non compare mai la parola "concorso" ed è invece impiegata
"valutazione comparativa". Ciò è retaggio dell'esame in prima lettura presso
il Senato, che era giunto alla previsione (poi abbandonata nel prosieguo dell'iter) di un
reclutamento non consistente in un concorso propriamente detto, bensì articolantesi in
una fase di abilitazione scientifica nazionale e in una fase di valutazione comparativa
degli abilitati, presso la singola università.
La complessità della vicenda maggiormente risalta se si tiene conto che già nella scorsa
XII legislatura il Senato era giunto all'approvazione di un disegno di legge, rimasto
senza seguito per lo scioglimento delle Camere, e nella ancora precedente XI legislatura
un comitato ristretto costituito dalla 7° Commissione del Senato aveva varato un proprio
testo. La riforma dei concorsi universitari ha dunque impegnato il legislatore per ampia
parte degli anni Novanta.
Punto focale del dibattito parlamentare è stata la ricerca di un equilibrio, di un
bilanciamento tra momento autonomistico universitario e momento unitario
"centrale". La soluzione pareva dovesse essere l'articolazione del reclutamento
in una fase di abilitazione scientifica nazionale e in una fase di valutazione comparativa
di ateneo, disciplinata quest'ultima con regolamento delle singole università. Tale
prospettiva è stata tuttavia in ultimo dismessa, a favore di una diversa opzione, qui di
seguito illustrata.
La nuova normativa
La composizione delle commissioni
Le prove e la valutazione
Il regolamento governativo
La nomina in ruolo
Dottorato di ricerca: nuovi spazi di autonomia delle università
I concorsi come erano
a cura di
Luca Borsi| 02/01/1999 webmaster@euganeo.it |
il
collegio senatoriale di Tino Bedin |