SALUTE

ANTOLOGIA

Il Gazzettino
1 febbraio 2019
Mattia Zanardo

Il numero delle impegnative è di fatto invariato da dieci anni
Case di riposo: «Paga anche chi non deve»
Dai sindacati raccolta di firme per sollecitare la Regione ad adeguarsi

TREVISO - Un migliaio di ospiti delle case di riposo della Marca si sobbarca, in prima persona o con l'aiuto dei familiari, l'intera retta: fino a tremila euro al mese. Eppure molti di costoro, sottolineano i sindacati provinciali dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil, avrebbero i requisiti per beneficiare del contributo da parte della Regione. Rispetto ad un pagamento tra 49 e 53 euro al giorno a carico dell'utente, infatti, il sistema socio-sanitario versa una quota grossomodo equivalente. Le posizioni coperte dalla compartecipazione regionale, le cosiddette impegnative di residenzialità, però, sono in numero contingentato: attualmente 4.157 per l'Usl 2 Marca Trevigiana. «Una quantità inferiore al fabbisogno stimato dalla Regione stessa, pari a 4.677 - dice Paolino Barbiero, segretario generale dello Spi Cgil Treviso -. Non solo: il numero delle impegnative è di fatto invariato da dieci anni, rispetto un forte aumento dei posti letto accreditati».
LE CONVENZIONI. Ad oggi le 53 sedi dei 45 centri servizi convenzionati in provincia hanno la potenzialità di accogliere 5.061 utenti. Appunto, circa 900 in più rispetto alla contribuzione regionale. E il divario aumenta se si considerano gli ulteriori 784 posti programmati o previsti dai prossimi piani di zona. «Significa - puntualizza Barbiero - che molti anziani sono costretti ad accedere alle strutture senza impegnativa, pagando interamente la retta privata». Paradossalmente, ciò mette in difficoltà le case di riposo stesse: la retta combinata utente più pubblico, nel complesso, è più cospicua di quella a carico del singolo ospite privato (tra i 70 e i 90 euro giornalieri: chiedere di più vorrebbe dire finire del tutto fuori mercato). Quest'ultima, pur molto più costosa per il cittadino, non basta a coprire i costi.
LA PETIZIONE. I sindacati hanno avviato una raccolta di firme (anche on line e inviata ai Comuni) per sollecitare la Regione ad adeguare le impegnative: «Serve una risposta alla bomba a orologeria rappresentata dall'invecchiamento della popolazione, con una percentuale di non autosufficienti in costante crescita. Occorre aumentare i posti, ma soprattutto le impegnative per non caricare di ulteriori costi le famiglie», sottolinea Sneder Scotton della Fnp Cisl Belluno Treviso. I confederali chiedono anche di semplificare le procedure di accesso alle strutture e di omologare gli importi delle rette per le detrazioni o le deduzioni fiscali.
«La questione si innesta nel più generale problema del peggioramento del sistema socio sanitario generale - nota Beniamino Gorza, responsabile della Uilp Belluno Treviso -. Gli ospedali di comunità non sono mai stati creati, i tempi di ricovero si riducono, mancano i medici di base e a subirne le conseguenze sono soprattutto gli anziani e le loro famiglie».
Titolazione a cura della redazione di Euganeo.it

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