RASSEGNA STAMPA

Le Scienze
30 maggio 2008
f. c.

Terapie immunologiche
Alzheimer, rimosse le placche nei topi
I ricercatori sperano che il nuovo approccio possa aprire la strada allo sviluppo di farmaci capaci di superare in condizioni di sicurezza la barriera emato-encefalica

Bloccando un risposta comune del sistema immunitario è possibile eliminare le placche associate al morbo di Alzheimer e far recuperare agli animali parte della memoria perduta.
È quanto riportano i ricercatori della Yale University sull’ultimo numero della rivista “Nature Medicine”, che sperano che il nuovo approccio possa aprire la strada allo sviluppo di farmaci finalmente efficaci contro la demenza, superando l’ostacolo più arduo attualmente: il superamento in condizioni di sicurezza della barriera emato-encefalica.
I risultati della ricerca hanno sorpreso gli stessi scienziati che l’hanno effettuata, partendo da un’idea di Richard Flavell, autore senior del lavoro, e direttore del Dipartimento di immunobiologia della Yale. Il gruppo è partito infatti dall’ipotesi che bloccando la molecola TGF-ß si potesse in realtà incrementare la costruzione delle placche amiloidi associate al morbo di Alzheimer.
Precedenti studi avevano infatti mostrato come i pazienti affetti da Alzheimer tendano ad avere elevati valori di TGF-ß, che riveste un ruolo chiave nell’attivare la risposta del sistema immunitario alle ferite.
Mentre qualcuno ha sostenuto che la presenza della molecola sia semplicemente un tentativo di combattere l’infiammazione dovuta alla presenza di una placca, il gruppo di Flavell ha trovato che circa il 90 per cento delle placche sono state eliminate in una ricerca su topi ingegnerizzati in modo da bloccare il TGF-ß nelle cellule immunitarie periferiche.
Inoltre, con tale cammino biochimico interrotto, i topi mostravano una migliorata capacità di eseguire alcuni test rispetto a topi di controllo, mentre risultavano diminuiti i livelli di alcuni marker associati alla demenza.
Quando la TGF-ß era bloccata il sistema immunitario sembrava sguinzagliare le celle immunitarie note come macrofagi periferici che, passati attraverso la barriera ematoencefalica andavano a circondare i neuroni e le placche nei cervelli dei topi.

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18 giugno 2008
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