RASSEGNA STAMPA

Le Scienze
12 febbraio 2008

Metabolismo del ferro
Come "arrugginisce" il cervello
Depositi di ferro che si riscontrano in alcune forme di Parkinson, Alzheimer e malattia di Huntington

Ricercatori dell'Università di Warwick, in Gran Bretagna e del Indian Institute of Technology a Kanpur, in India, hanno scoperto un meccanismo che permette al ferro di essere trasportato nel flusso ematico, ma che in certe circostanze "collassa" portando alla formazione di una sorta di fibrille vermiformi che parrebbero correlate alla formazione di depositi di ferro che si riscontrano in alcune forme di Parkinson, Alzheimer e malattia di Huntington.
Nel sangue è presente una proteina, chiamata transferrina, che permette il trasporto senza problemi del ferro nel torrente ematici fino ai punti in cui esso serve. L'intervento della transferrina è importante perché in certe circostanze l'esposizione delle cellule al ferro le danneggia.
La transferrina di fatto consente di isolare il ferro dal sangue grazie al concorso di un carbonato che si lega a due siti presenti sulla superficie di quella proteina. In tal modo il ferro non ha possibilità di interagire con nulla fino a che non viene rilasciato dalla transferrina là dove può essere utilizzato in tutta sicurezza.
Ora, i ricercatori coordinati da Peter Sadler e Sandeep Verma hanno scoperto che in ambiente relativamente asciutto le molecole di transferrina non solo si assemblano fra loro in fibrille vermiformi, ma che in questo processo le molecole di ferro si ridispongono in modo da non essere più perfettamente avvolte e isolate dalla loro molecola trasportatrice. In tal modo il ferro è pericolosamente esposto in alcuni punti, pronto a reagire e, potenzialmente a causare danni.
Depositi di ferro di questo tipo sono stati riscontrati nel cervello di pazienti deceduti per Parkinson, Alzheimer e malattia di Huntington. Prima di questo studio non si aveva idea di come il ferro arrivasse e si depositasse in questa forma. (gg)

sommario

sal-rs-006
17 febbraio 2008
scrivi al senatore
Tino Bedin