SALUTE

Il governo inglese cambia strada in tema di sanità pubblica
Regno Unito: più prevenzione
per un servizio sanitario di qualità

Dai Conservatori priorità e ricette proprie della Sinistra, mentre in Italia la Sinistra di governo adotta le ricette della Destra

Pubblichiamo una sintesi dell'articolo "NHS. Si cambia, in meglio. Si spera" pubblicato lunedì 3 novembre 2014 da Gavino Maciocco in Saluteinternazionale.info dove è disponibile il testo integrale dell'articolo.
La sintesi e la sua titolazione sono della redazione di Euganeo.it.

di Gavino Maciocco

In Gran Bretagna, nel maggio 2015, si terranno le elezioni politiche (in un clima di grande incertezza) ed è tempo di bilanci e prospettive future, anche in sanità. Il rapporto "Five Years Forward View" pubblicato lo scorso ottobre dal governo conservatore di Cameron guarda ai prossimi 5 anni e lo fa in maniera del tutto sorprendente e inattesa, per coloro che hanno seguito negli ultimi anni le vicende del National Health Service (NHS), culminate con una riforma che ha quasi interamente privatizzato il sistema di produzione dei servizi e fatto della competizione e del mercato gli elementi fondanti delle relazioni tra gli attori della sanità.

Sostenibilità. Al centro della riflessione vi è la questione della sostenibilità del NHS: se non cambia qualcosa la previsione è che entro il 2020 si accumulerà un deficit - uno sfasamento tra risorse disponibili e bisogni dei pazienti - di 30 miliardi di sterline (38.3 miliardi di euro). "Per sostenere un NHS universalistico e di alta qualità si deve agire su tre fronti" che sono, come si legge nel documento: la domanda, l'efficienza, il finanziamento. In nessuna parte del documento si trova un qualche riferimento alla compartecipazione alla spesa da parte degli utenti (co-payment, in italiano ticket) o al ricorso alle assicurazioni private, integrative, tanto meno sostitutive, anzi si riconferma la volontà di finanziare il sistema attraverso il la fiscalità generale. Ciò che sorprende è la scomparsa di ogni riferimento al mercato e alla competizione, i pilastri ideologici della riforma introdotta lo scorso anno e la ricomparsa di oggetti messi in cantina già al tempo del secondo governo Blair, come desueti e ingombranti, come prevenzione, cooperazione, integrazione.
Tanto obsoleta la prevenzione da essere cancellata, nella riforma del 2013, dalle funzioni del NHS e trasferita come un gentile pacco alle autorità municipali.
"Se la nazione fallisce nell'affrontare seriamente la prevenzione allora i recenti progressi nella speranza di vita sana si arresteranno, le diseguaglianze nella salute si allargheranno e la nostra capacità di finanziare terapie innovative sarà annullata dalla necessità di spendere milioni di sterline in malattie completamente evitabili".

Sanità d'iniziativa. Il secondo fondamentale obiettivo è quello di distruggere le barriere (The Lancet le chiama "confini tribali") che separano i medici di famiglia dagli ospedali, la salute fisica da quella mentale, l'assistenza sanitaria da quella sociale. Barriere che erano diventate sempre più alte e insormontabili dopo l'applicazione della riforma del 2013 che riceve così, dopo la riscoperta della prevenzione, un'altra sonora picconata. Al centro della proposta c'è la riorganizzazione e il potenziamento delle cure primarie, con la creazione di un nuovo modello organizzativo denominato "Multispecialty Community Providers" (MCPs), dove le "practice", il luogo dove lavorano in gruppo i medici di famiglia (General Practitioners, GPs) si allargano ad altri professionisti: specialisti di varie branche (dai pediatri ai geriatri, agli psichiatri), infermieri, fisioterapisti, psicologi, farmacisti, operatori sociali. Principale compito: quello di svolgere ciò che noi chiameremmo "sanità d'iniziativa": "i servizi dovranno essere proattivamente indirizzati verso pazienti registrati, con bisogni complessi come gli anziani fragili o quelli con malattie croniche, sfruttando al massimo le potenzialità offerte dalle tecnologie digitali”.
Ma - sostiene il rapporto - "England is too diverse for a one size fits all care model": l'Inghilterra è troppo diversa per un modello assistenziale uguale per tutti. Così si possono creare anche nuovi modelli, come quelli previsti dal "Primary and Acute Care Sistems", dove si dovrebbe realizzare una forte integrazione tra cure primarie e ospedali per acuti, con molte possibili soluzione ai cui estremi ci sono da una parte i MCPs che assumono la gestione di un ospedale distrettuale e dall'altra un ospedale che assume la gestione anche dell'assistenza territoriale, inglobando nel suo staff GPs e altri operatori di comunità.
Questo dibattito si svolge a sei mesi dalle elezioni politiche il cui esito, come abbiamo già osservato, è molto incerto ed è difficile prevedere quanto delle proposte enunciate nel rapporto "Five Years Forward View" si tradurranno in realtà, tuttavia è significativo che il governo inglese proponga per la sostenibilità del NHS priorità e posizioni classiche della sinistra, come la prevenzione, la lotta alle diseguaglianze, l'integrazione socio-sanitaria, la cooperazione (invece della competizione). In Italia invece la (sedicente) sinistra di fronte allo stesso problema mette in atto tagli lineari del fondo sanitario, ticket sempre più odiosi e iniqui, universalismo selettivo e assicurazioni integrative, ovvero le classiche ricette della destra.

3 novembre 2014


11 novembre 2014
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