SALUTE

Complice la legge di stabilità, si pensa di introdurlo in ospedale
Il ticket trasformato in odiosa tassa sulla malattia
Uno dei modi per smantellare un sistema sanitario universalistico è creare una condizione in cui i ricchi ricevono pochi benefici in cambio dei tributi che pagano

Pubblichiamo una sintesi dell'articolo "Il patto stracciato e l’idea shock di Rossi" pubblicato lunedì 20 ottobre 2014 da Gavino Maciocco in Saluteinternazionale.info dove è disponibile il testo integrale dell'articolo.
La titolazione di questa sintesi è della redazione di Euganeo.it.

di Gavino Maciocco

In Toscana per il 2015 si attendeva un incremento del budget della sanità di 120 milioni di euro. Ma a causa della legge di stabilità la Regione dovrà fare i conti con una riduzione della spesa sanitaria stimata tra 130 e 280 milioni di euro.
Ed ecco l’idea per far fronte, almeno in parte, alla prevista riduzione del budget: introdurre un ticket per i ricoveri ospedalieri, facendo pagare una percentuale del costo degli interventi chirurgici. “Non sarebbe uno scandalo far pagare chi ha redditi alti – afferma Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana -. Che so, 2mila euro se la prestazione ne costa 20mila”. Il ticket interesserebbe in misura diversa due scaglioni di reddito: sopra i 50mila e sopra i 100mila euro.

In una Regione di sinistra. Sarebbe la prima volta che viene introdotto in Italia un ticket ospedaliero (vi fu un tentativo negli anni 80, rapidamente abortito). Ed è sorprendente che avvenga in una Regione di sinistra (ma non tanto sorprendente in Toscana). Per due motivi.
1.Nei sistemi sanitari universalistici il ticket è stato considerato uno strumento di deterrenza per limitare l’eccesso di consumi, in particolare farmaceutici. Da qualche anno, dall’inizio della crisi, si è trasformato in un modo per fare cassa, ovvero in una nuova tassa. Una tassa che contiene il massimo dell’iniquità perché si applica ai malati: una tassa – la più odiosa – sulla malattia. Il principio opposto su cui si basa il finanziamento normale del SSN, dove attraverso la fiscalità generale sono i sani che finanziano le cure dei malati.
2.La Toscana, con il suo Presidente, è affezionata ai ticket e ai superticket da far pagare alle fasce medie e alte della popolazione. Nella diagnostica per immagini è stato inventato un assurdo balzello di 10 euro, per la digitalizzazione delle procedure. Così avviene che per i redditi alti e medio-alti il prezzo del ticket sia così elevato da indurre i pazienti che necessitano di prestazioni specialistiche e diagnostiche a rivolgersi direttamente al settore privato, pagando di tasca propria e evitando anche lunghe liste di attesa.
Queste considerazioni non hanno impedito al presidente Rossi di spingersi oltre, con l’idea di applicare il ticket anche ai ricoveri ospedalieri. Tutto ciò, secondo lui, in nome della giustizia sociale e della difesa del SSN.

Si incentiva un sistema alternativo. I più accreditati analisti di politica sanitaria sostengono tutto il contrario.
Un sistema sanitario universalistico tiene se tutti – dopo aver pagato le tasse – si sentono ugualmente protetti. E uno dei modi per smantellare un sistema universalistico è creare una condizione in cui i ricchi ricevono pochi benefici in cambio dei tributi che pagano. Ciò genera una forte spinta a uscire fuori dal sistema o a creare un sistema parallelo (dapprima integrativo e poi sostitutivo).

20 ottobre 2014


22 ottobre 2014
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