SALUTE
Specifica sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite
La copertura sanitaria universalistica
torna al centro del dibattito internazionale

Uno dei punti fondamentali della politica del Presidente Obama

Pubblichiamo un estratto dell'articolo "Il ritorno all'universalismo" pubblicato lunedì 28 gennaio 2013 da Gavino Macciocco in Saluteinternazionale.info dove è disponibile il testo integrale dell'articolo. La titolazione di questo estratto è della redazione di Euganeo.it
.

di Gavino Maciocco

Non c'è dubbio che la dura battaglia sostenuta da Obama a favore della copertura universale della popolazione americana (che ridurrà di molto il numero dei non assicurati, ma non l'annullerà) ha avuto un significato politico "universale" e ridato forza - nell'arena internazionale - all'idea che la salute è un "diritto" e non un "bene di consumo".
Non è certamente un caso che la questione della Copertura sanitaria universalistica (Universal Health Coverage - UHC) sia tornata al centro del dibattito politico internazionale e sia stata oggetto di una specifica sessione presso l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Riportiamo di seguito alcuni passi del Documento conclusivo di questo importante evento, approvato il 6 dicembre 2012 (e dove sono riemersi, a distanza di più di 30 anni, alcuni concetti contenuti nella Dichiarazione di Alma Ata.
L'Assemblea Generale riconosce:
- l'importanza della copertura universale nei sistemi sanitari nazionali, specialmente attraverso i meccanismi di assistenza sanitaria di base e di protezione sociale, per fornire l'accesso ai servizi sanitari a tutti, e in particolare ai segmenti più poveri della popolazione; (…)
- che la copertura sanitaria universale implica che tutte le persone hanno accesso, senza discriminazioni all'insieme dei servizi preventivi, curativi e riabilitativi, definiti nazionalmente, e ai farmaci essenziali, sicuri, economici, efficaci e di qualità, con la garanzia che l'uso di questi servizi non espone i pazienti - particolarmente i gruppi più poveri e vulnerabili - alla sofferenza economica; (…) quindi gli Stati Membri devono far sì che i sistemi di finanziamento della sanità impediscano il pagamento diretto delle prestazioni da parte dei pazienti e introducano sistemi di prepagamento e di distribuzione del rischio per evitare spese catastrofiche a causa delle cure mediche e il conseguente impoverimento delle famiglie; (…)
- il bisogno di continuare a promuovere, istituire o rafforzare politiche nazionali multi-settoriali e piani per la prevenzione e il controllo delle malattie croniche e di applicare sempre più estesamente tali politiche e programmi, incluso il riconoscimento dell'importanza della copertura universale all'interno dei sistemi sanitari nazionali.
Non deve stupire il pieno consenso a tale risoluzione da parte del rappresentante americano, Joan Prince, che ha sostenuto che "l'espansione della copertura sanitaria è stata uno dei punti fondamentali della politica americana e una priorità del Presidente Obama perché è fondamentale che tutte le persone abbiano pari accesso all'assistenza. Da questo punto di vista la Riforma "Affordable Care Act" contiene numerosi provvedimenti per garantire l'assistenza sanitaria a 30 milioni di persone attualmente prive di copertura. Sta ai governi raccogliere la sfida di muoversi verso la copertura universale, particolarmente nei paesi a basso reddito che diventeranno a medio reddito entro il 2030".
L'approvazione della risoluzione dell'Assemblea delle Nazioni Unite rappresenta secondo Lancet l'inizio di una nuova fase in cui la UHC diventa l'obiettivo chiave della salute globale. "In tutto il mondo - si legge nell'editoriale - ogni anno circa 150 milioni di persone affrontano spese sanitarie catastrofiche a causa dei pagamenti diretti delle prestazioni, mentre 100 milioni sono trascinate al di sotto della linea di povertà. Nella misura in cui le persone sono coperte da meccanismi di distribuzione del rischio e di prepagamento, si riduce anche il numero di coloro vanno incontro a danni finanziari causati dalle malattie. Un sistematico approccio verso la UHC può avere un effetto trasformativo nella battaglia contro la povertà, la fame e la malattia".
"UHC si trova all'intersezione della politica sociale con la politica economica - scrive Julio Frenk, già ministro della sanità messicano -. L'introduzione di riforme che promuovono la copertura universale non è soltanto una cosa buona sul piano etico; è anche un'idea brillante per raggiungere la prosperità economica. Questo è uno dei modi più potenti per combattere la povertà, mentre quando le società non assicurano un'effettiva copertura con la protezione per tutti, ciò diventa un fattore di impoverimento per le famiglie. UHC quindi è in grado di mantenere una grande promessa: il focus su l'incremento dell'accesso a servizi di alta qualità con la protezione finanziaria integra politica sociale e economica in un modo che - se fatto bene - può portare benefici alle società in tutto il mondo".

28 gennaio 2013


1 febbraio 2013
sal-023
scrivi al senatore
Tino Bedin