Procreazione assistita / Dall'"omologa" alle sanzioni Clonazione punita fino a 20 anni
Sì alla fecondazione assistita, ma solo a quella omologa, cioè all'interno della coppia. No alla clonazione, alla manipolazione e al congelamento degli embrioni umani, che potranno essere prodotti in un numero non superiore a tre, necessari per un solo impianto. E, infine, no anche a tutti gli interventi che possano alterare il patrimonio genetico dell'embrione o del gamete. Sono questi i paletti principali del "testo della discordia" sulla procreazione assistita che il Senato si appresta a licenziare definitivamente questa mattina. E che resta invariato rispetto a quello approvato dalla Camera il 18 giugno dell'anno scorso, dove dovrà comunque ritornare in seconda lettura per una correzione tecnica sulla copertura finanziaria del provvedimento, che nel testo originario fa riferimento al 2002.
I paletti e i divieti. Tra i punti di maggiore attrito tra i laici e i cattolici c'è il al ricorso alla fecondazione con un seme di persona estranea alla coppia (la cosiddetta eterologa). Il provvedimento, unico in Europa, chiude le porte alle coppie che vogliono ricorrere a un donatore o a una donatrice esterna. L'accesso a queste tecniche sarà consentito solo se non si potranno eliminare le cause che impediscono la procreazione: sterilità e infertilità dovranno essere, dunque, documentate e certificate dal medico. Disco rosso, poi, per gay, single, "mamme-nonne" e fecondazione post-mortem. Via libera, invece, per le coppie di fatto: la procreazione assistita sarà possibile per le coppie di adulti maggiorenni, di sesso diverso, in età potenzialmente fertile, coniugate e conviventi. Su quest'ultimo punto l'Aula ha anche votato un ordine del giorno che impegna il Governo a stabilire "i criteri di accertamento della convivenza dei richiedenti" che dimostrino che la coppia "sia stabile, tenendo conto al riguardo del preminente interesse del nascituro".
Embrioni e ricerca. Paletti molto stretti sono stati fissati anche sulla produzione degli embrioni da impiantare: non sarà possibile produrne più di tre per volta, il numero necessario a un unico e contemporaneo impianto. Sarà vietato anche congelarli e sopprimerli: per quelli attualmente conservati nei "freezer" dei centri italiani di procreazione assistita il ministero della Salute dovrà fissare modalità e termini di conservazione. É prevista, comunque, la loro adottabilità quando non si conoscono i loro genitori biologici o quando non è stato chiesto il loro impianto da almeno tre anni. La coppia dovrà essere "costantemente e con cura" tenuta informata sulle tecniche e sulle varie fasi dell'applicazione delle tecniche di procreazione assistita. Netto divieto, infine, per la clonazione umana e la sperimentazione sull'embrione. Quest'ultima sarà ammessa solo se destinata alla tutela della sua salute e del suo sviluppo.
Strutture e sanzioni. Gli interventi di procreazione potranno essere eseguiti solo in strutture pubbliche o private autorizzate dalle Regioni e iscritte in un registro specifico che verrà istituito presso l'Istituto superiore di Sanità. Un decreto successivo dovrà determinare i requisiti che dovranno rispettare questi centri. Sono previste sanzioni solo amministrative - con multe molto salate - per i medici che ricorreranno alla fecondazione eterologa o la applicheranno a soggetti non ammessi dalla legge (minorenni, single, omossessuali). I camici bianchi potranno rischiare anche la sospensione dall'esercizio della professione da un minimo di un anno a un massimo di tre. Mano pesante, invece, per i tentativi di clonazione e per il commercio di embrioni e gameti: nel primo caso è prevista la reclusione da 10 a 20 anni, nel secondo da 3 mesi a due anni. Nessuna punibilità, infine, per coppie o singoli. I medici e il personale ausiliario potranno, comunque, astenersi dal praticare la fecondazione artificiale quando sollevino obiezione di coscienza. Ma lo dovranno comunicare entro tre mesi dall'entrata in vigore della legge.
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