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| RASSEGNA STAMPA Il Mattino di Padova di Stefania Miotto |
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CITTADELLA Nasce un comitato di cittadini per la salvaguardia dell'ospedale Ritardi, posti insufficienti, carrozze sovraffollate: "Ora basta"
È da poco nato il Comitato dell'Alta Padovana per la difesa della sanità pubblica del Veneto. A sottoscriverlo, per ora, sono in trenta fra cittadini, personale che lavora negli ospedali dell'Alta, rappresentanti di associazioni e consiglieri comunali. Queste le richieste: la possibilità da parte dell'utente di avere la continuità terapeutica. Per continuità terapeutica s'intende la scelta del medico specialista consulente, per tutto il percorso di cura della malattia, da parte del medico di famiglia o da parte dell'utente stesso. La possibilità di eseguire la maggior parte degli accertamenti strumentali richiesti dallo specialista nella stessa giornata in cui avviene la visita, senza perdere giornate lavorative per eseguire gli accertamenti, ritirare i referti, riportarli allo specialista. Questo comporta anche un impegno da parte della Direzione generale a creare un rapporto più stretto tra lo specialista, i servizi forniti dall'Usl e il medico di famiglia. La possibilità di utilizzare le sale operatorie e le strumentazioni in dotazione all'Usl in modo più razionale e produttivo, così da ridurre le liste d'attesa per interventi chirurgici e diagnostici. "L'idea del comitato - spiegano i rappresentanti - è nata dopo il problema della chiusura di Neurologia e della distribuzione dei reparti fra gli ospedali dell'Alta". |
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| 28 novembre 2003 rs-743 |
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