RASSEGNA STAMPA

Il Mattino di Padova
16 luglio 2003
di Gianpiero Dalla Zuanna

L'ospizio fai da te nel Veneto di vecchi
Vecchiaia a Nordest: più sani e ricchi, ma abbandonati

La casa di riposo abusiva di Mogliano, scoperta in queste ore, è solo l'ultima delle cento storie sul "fai da te" dell'assistenza agli anziani. In Veneto, come in tutta l'Italia, le famiglie fanno sempre più fatica a provvedere autonomamente ai loro vecchi. Un'indagine dell'Istat ha mostrato che la proporzione di anziani (con più di 65 anni) che nel corso di un mese ricevono almeno un aiuto gratuito da un familiare non residente si è dimezzata nel giro di 15 anni. Ciò è causato da almeno quattro fattori. I primi due sono senz'altro positivi: la salute e le condizioni economiche degli anziani continuano a migliorare. I settantenni di oggi sono più sani e più ricchi dei settantenni di vent'anni fa. Spesso oggi l'anziano non ha bisogno di assistenza, o è in grado di ottenere a pagamento quei servizi che fino a pochi anni fa era costretto a chiedere ai familiari. Gli altri due fattori sono conseguenze dei mutamenti demografici e sociali della seconda metà del 900. Gli anziani di oggi hanno meno figli rispetto a quelli del recente passato. Di conseguenza, un numero sempre maggiore di giovani e di adulti si trovano a sopportare difficili emergenze, senza poter condividere con fratelli o cognati l'onere della cura dei genitori o dei nonni anziani: non sono rari i casi di figli unici che, sposati fra di loro, si trovano quasi all'improvviso a dover provvedere alle necessità di due o tre genitori o suoceri infermi. Infine, l'incremento dell'occupazione femminile rende sempre più difficile, per la donna, conciliare il lavoro e la cura dei parenti infermi. In sintesi, gli anziani di oggi sono (in media) più sani e più ricchi, ma hanno pochi figli e questi ultimi sono sempre più occupati a lavorare per il mercato. Questi profondi mutamenti si sono intrecciati con un fortissimo incremento del numero degli anziani, dovuto agli spettacolari e inattesi aumenti della sopravvivenza in tarda età. I veneti con più di 80 anni - che erano appena 100 mila a metà anni Ottanta - sono oggi 200 mila, e secondo le (prudenti) previsioni dell'Istat saranno 300 mila nel 2011, 400 mila nel 2022 e 500 mila nel 2032 (10.000 veneti ultraottantenni in più all'anno nei prossimi 30 anni...).
Questo vertiginoso aumento del numero degli anziani sta facendo scoppiare le case di riposo? Tutt'altro. I casi come quello di Mogliano sembrano essere solo eccezioni. Negli ultimi anni le file alle case di riposo si sono invece accorciate, grazie all'esercito delle badanti straniere (20-30.000 nel Veneto, secondo le stime di alcuni recenti studi). Una badante costa assai meno - allo Stato e alle famiglie - rispetto al ricovero in istituto. Inoltre, l'anziano può restare a casa, vicino ai parenti e alle sue cose più care. Purtroppo, il recente "Libro Bianco sul Welfare" del ministro Maroni non fa alcun cenno su questo fenomeno, che dovrebbe - invece - essere favorito e meglio regolamentato. Ma per fare questo, bisogna lasciare da parte ogni approccio ideologico, guardando con serenità e realismo ai mutamenti sociali e demografici che - volente o nolente - stanno rapidamente trasformando la società veneta e italiana.

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18 luglio 2003
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