ESTE/MONSELICE. Indagine sulla struttura sanitaria della Bassa Padovana. Riscontrate differenze tra le agende degli appuntamenti e i versamenti Visite a pagamento, i controlli sono carenti Lo ammette l'Usl 17 agli ispettori della Regione: "Non esiste una specifica struttura di vigilanza su questa attività"
Un sistema di controllo scarsamente strutturato, che toglie sistematicità alle verifiche effettuate. È quanto emerge dall'analisi compiuta dalla Direzione regionale attività ispettiva e vigilanza, diretta da Egidio Di Rienzo, su richiesta della V Commissione consiliare Sanità presieduta dal Leonardo Padrin. L'indagine conoscitiva ha riguardato l'Usl 17 di Este-Monselice circa l'esercizio dell'attività libero-professionale intramuraria (cioè nelle strutture ospedaliere dell'Usl) da parte della dirigenza medica a rapporto esclusivo con il servizio sanitario nazionale. Un questionario, sottoposto alla Direzione generale, le cui risposte sono state esaminate da Elisabetta Pinton, funzionario della Direzione ispettiva, hanno messo in luce alcuni elementi di criticità. È infatti emersa la mancanza di una struttura che coordini in maniera unitaria l'iter procedurale, ovvero di una figura deputata a verificare l'adempimento degli obblighi normativi in materia di libera professione da parte dei soggetti interessati. "L'Azienda ha dichiarato che al suo interno - si legge nel resoconto dell'indagine - non c'è una specifica struttura ispettiva. L'Usl 17 ha scelto di articolare le attività necessarie per disciplinare lo svolgimento dell'attività libero-professionale della dirigenza medica tra più soggetti, ciascuno con una propria competenza: tale modalità di operare sembra rendere frammentario l'iter procedurale da seguire, perchè i soggetti coinvolti nella sequenza di azioni perdono inevitabilmente la visione unitaria". Relativamente alla libera professione, l'Usl distingue due ipotesi: l'esercizio dell'attività durante l'orario di lavoro e fuori dell'orario di servizio. "La distinzione del momento temporale in cui si svolge la libera professione si pone in constrasto con le disposizioni di legge che pongono l'accento sull'esigenza di assicurare che il dirigente medico privilegi il soddisfacimento degli obiettivi inerenti l'attività istituzionale a salvaguardia delle esigenze del servizio dimodochè questi dedichi alla libera professione le rimanenti ore disponibili oltre l'orario di lavoro. L'Usl 17, nel prevedere l'eventualità per il medico di svolgere la libera professione durante l'orario di lavoro, contraddice altresì il proprio regolamento interno". Circa un sistema di vigilanza sul corretto esercizio dell'attività libero-professionale, l'azienda ha dichiarato che "non esiste un sistema di controlli codificato". Inoltre ha ammesso di aver riscontrato delle anomalie e ha sottolineato che il punto di debolezza del sistema dei controlli risente della carenza di potere ispettivo in capo all'azienda. Potere che le consenta di effettuare ispezioni presso ambulatori e studi privati esigendo l'esibizione di agende o di altra documentazione, per cui si deve limitare a chiedere informazioni all'interessato. "E anche per quanto riguarda l'attività effettuata direttamente in azienda, le differenze che si possono rilevare tra agende e pagamenti possono venire variamente giustificate".
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