Intervista al direttore dell'Ufficio scolastico regionale Carmela Palumbo Negati i rinforzi alla scuola per l'infanzia "Avevamo chiesto al ministero 32 nuove sezioni e 72 insegnanti per esaurire le liste d'attesa dei bimbi di tre anni"
"I dirigenti scolastici di tutta la regione sono dalla nostra parte per l'attuazione della riforma Moratti: questo significa che ci stiamo incamminando nella giusta direzione". È una valutazione in positivo quella che Carmela Palumbo, direttore generale dell'Ufficio scolastico per il Veneto, traccia per questo inizio di anno scolastico che si preannuncia molto delicato soprattutto per le numerose novità previste dalla decisa revisione del sistema scolastico. Risolto una volta per tutte il caos delle graduatorie degli insegnanti scoppiato in pieno agosto, il direttore si è soffermato a lungo proprio sulla transizione tra vecchio e nuovo ordinamento. "In questa prima parte di settembre - afferma - ho personalmente svolto alcuni incontri con i dirigenti scolastici di tutte le province per fare il punto della situazione e delle problematiche da affrontare per rendere operativa la riforma. Da queste riunioni è emersa una volontà comune di introdurre i cambiamenti con un processo graduale: per attuare una tale trasformazione occorre del tempo, nessuno ha mai preteso che da un giorno all'altro si modificasse completamente l'assetto del settore scolastico". Carmela Palumbo respinge con fermezza alcune delle critiche più frequenti mosse nei confronti della riforma. "Mi sembra fuori luogo parlare di scomparsa del tempo pieno e prolungato - sostiene - La realtà è che ci si deve abituare alla transizione verso un modello di scuola diverso rispetto a quello cui eravamo abituati. Inoltre mi sembra francamente bizzarro che gli stessi genitori contestino l'introduzione della scelta delle ore facoltative e la personalizzazione dei piani di studio, giungendo persino a definire tutto questo anticostituzionale". Rimane tuttavia il grande dilemma legato alla figura del "tutor", ancora avvolta nell'incertezza: dal punto di vista legislativo infatti la figura è delineata, ma manca ancora la definizione dei termini contrattuali. A questo proposito il direttore ha chiesto alle scuole venete di attivare comunque le funzioni cui dovrà assolvere la nuova figura professionale. Priorità della Direzione regionale per il 2004-2005 sarà inoltre accompagnare l'avvio della riforma nel primo ciclo con interventi mirati anche per il secondo ciclo di studi, basati in special modo sul principio dell'alternanza scuola-lavoro. Riforma a parte, ad anno scolastico appena iniziato la situazione maggiormente critica resta quella della scuola dell'infanzia. "Avevamo fatto richiesta al ministero di 36 nuove sezioni e 72 insegnanti per esaurire le liste d'attesa dei bimbi di tre anni - dice Carmela Palumbo - ma non abbiamo ottenuto ciò che volevamo. Questo è l'unico punto veramente negativo di quest'inizio d'anno". Altra questione da affrontare, il grande aumento del numero di studenti in Veneto, come confermano i dati forniti dall'Uffico scolastico regionale: rispetto allo scorso anno ben 9.719 in più sono gli alunni che frequentano le scuole della regione, con un rapporto complessivo alunno/classe pari a 21, ma che nella scuola dell'infanzia supera il 23,5. A questo incremento di alunni non corrisponde però un aumento di organico. "Non nascondo che si è dovuta operare una razionalizzazione delle risorse - ammette il direttore - ma soltanto dove ci si poteva permettere di farlo. Smentisco categoricamente che si siano operati tagli sul sostegno ai diversamente abili". Numeri alla mano Carmela Palumbo ha ragione: su 10.169 ragazzi portatori di handicap sono stati assegnati 4.440 posti, per un rapporto di un insegnante ogni 2,28 studenti. Il rapporto alunni-posti totale invece supera di poco la cifra di 11, un dato positivo se si considera che la media europea è di 15 studenti per insegnante, mentre tra i docenti da segnalare la diminuzione percentuale di precariato. Per quanto riguarda infine il numero di alunni stranieri nelle scuole statali del Veneto, altro argomento molto dibattuto negli ultimi tempi, i dati confermano un incremento davvero notevole, che colloca la regione al 3. posto in Italia (dopo Lombardia ed Emilia): nel 2003-2004, rispetto all'anno precedente, si è registrata una crescita di più di 5.000 unità (da 28.361 a 33.620), che a livello percentuale si traduce in un significativo 19%. "L'integrazione degli stranieri negli istituti del Veneto seguiterà a essere uno dei nostri maggiori punti di interesse - conferma il direttore - Nel 2004 infatti, oltre ad aver finanziato corsi di formazione per il personale docente e costituito un osservatorio regionale, sono stati erogati ben 2.500.000 euro a scuole che hanno presentato progetti legati all'integrazione".
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