RASSEGNA STAMPA

Il Gazzettino
27 aprile 2007
di Maria Cristina Bastianello, Franco Piacentini
Consulta regionale welfare
Cgil Veneto


Sanità, la libera scelta è un diritto del cittadino

La Giunta Regionale, attraverso il Governatore e l'assessore alle Politiche Sanitarie, ha raggiunto il grottesco con le sue esternazioni, contro tutto e contro tutti, allo scopo di distogliere l'attenzione rispetto alla incapacità di realizzare una nuova stagione di efficienza ed efficacia delle prestazioni e dei servizi sociosanitari nel Veneto. La recente bozza di piano sociosanitario , dalla stessa Giunta definita come "proposta di scenario", è una scatola dei sogni che aperta fa uscire solo promesse. Ormai non passa giorno che la Giunta Regionale non sforni provvedimenti unilaterali per tentare di occultare i propri fallimenti sui tempi d'attesa, vedi l'ultimo atto: "day service ambulatoriale" che continua a riproporre l'inaccettabile opera discriminatoria rispetto al diritto universale di accedere liberamente alle strutture ed ai servizi sanitari pubblici. Infatti, queste delibere indicherebbero priorità di accesso alle prestazioni per i cittadini residenti nelle Ulss, discriminando gli altri.
La precedenza alle cure non può essere rigidamente determinata dal luogo di residenza dell'utente. La libera scelta, stabilita anche dalla stessa Giunta Regionale, non può essere una enunciazione di principio: è un diritto del cittadino. Inoltre, la "telenovela" sul ticket dei 10 euro è arrivata alla farsa. Non è tollerabile la continua presa in giro nei confronti dei cittadini: da mesi assistiamo a promesse che vengono costantemente rinviate, per mantenere incandescente la polemica politica, a fini elettorali contro il governo nazionale (ricordiamo che a tra qualche settimana in alcuni comuni del Veneto, Verona inclusa, si vota).
Nella nostra regione ci sono tutte le condizioni economiche, finanziarie ed organizzative, per eliminare tutti i ticket in sanità, compreso quello sui farmaci ed avviare la concertazione tra le parti su tutta la partita dei costi sanitari come indicato dal nuovo programma regionale di sviluppo che conferma la necessità di pervenire alla sostenibilità finanziaria del sistema sanitario veneto. La Cgil del Veneto non condivide il recente provvedimento nazionale che, se approvato definitivamente, porterebbe il ticket da 10 a 3,5 euro. Questo si realizzerebbe recuperando risorse da altri capitoli di spesa sociale, già carente a garantire nel tempo il welfare. Tale iniquo balzello sulla diagnostica e sulla specialistica, va completamente eliminato senza tentennamenti o trovate accattivanti: anche un centesimo da pagare è un'ingiustizia quando una persona chiede prevenzione, cura e riabilitazione.Con altrettanta fermezza la Cgil chiede alla Giunta Regionale di assumersi la responsabilità politica di togliere totalmente i ticket sulle prestazioni ambulatoriali e di smetterla di annunciare provvedimenti che poi non attua. Togliere il ticket solo per le prestazioni meno onerose nella compartecipazione dei cittadini alla spesa non è sufficiente. I cittadini del Veneto chiedono a chi governa la pubblica amministrazione regionale, responsabilità politica, coerenza negli impegni e rispetto dei diritti.

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rs-07-029
29 aprile 2007
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Tino Bedin