Ticket, i pensionati assediano la Regione
Contestati le rette per gli ospizi e i fondi ai non autosufficienti
Sanità, scendono in campo i pensionati. Ieri mattina quasi 200 persone aderenti a Cgil, Cisl e Uil hanno manifestato contro i rincari della sanità, a partire dagli ormai famigerati 10 euro di ticket per le prestazioni specialistiche. La manifestazione davanti a Palazzo Ferro Fini, a Venezia, ha fatto da scorta alla delegazione sindacale che ha incontrato i capigruppo dei partiti in consiglio regionale.
Presenti all'incontro sia i rappresentanti della maggioranza che dell'opposizione. "L'attenzione dimostrata da entrambi gli schieramenti ci ha stupito favorevolmente - sostiene Franco Piacentini della segreteria regionale della Cgil - Ora attendiamo che i politici tengano fede all'impegno preso, ovvero di portare in consiglio la discussione sui ticket, ma anche sulle rette per le case di riposo ed i fondi per la non autosufficienza. Abbiamo chiesto di programmare una serie di incontri per avviare un percorso di concertazione".
I lavori a Palazzo sono ripresi ieri con la discussione del bilancio di previsione 2007 che si protrarrà fino a fine mese. Pertanto i tempi per lanciare i primi segnali di risposta appaiono piuttosto risicati prima che i sindacati organizzino nuove forme di protesta, portando in piazza centinaia di persone. "I cittadini sono imbufaliti - prosegue Piacentini - molti di loro, pur pensionati, non hanno ancora l'età per l'esenzione e guadagnano in media 750 euro. Senza contare che anche gli esenti devono comunque versare uno 0,9% dell'addizionale Irpef". Tra le richieste avanzate, inoltre, un impegno concreto per l'eliminazione delle liste d'attesa nel campo della diagnostica specialistica, la programmazione del piano sociosanitario, fermo da 11 anni, la riqualificazione definitiva dei nuovi standard qualitativi e quantitativi dei servizi ed un'impostazione dell'accesso previdenziale e contributivo con taratura più precisa sull'Isee (Indicatore situazione economica equivalente), a garanzia dell'equità delle prestazioni sanitarie. Per quanto riguarda i ticket per i codici bianchi in pronto soccorso, le istanze dei sindacalisti hanno evidenziato la necessità di fornire risposte sul territorio ai cittadini come alternativa all'accesso improprio, attraverso il potenziamento del servizio locale a partire dai medici di base. Resta ferma la proposta di eliminare i ticket laddove non sia presente un servizio sostitutivo, come avviene, ad esempio, di notte.
"Inoltre abbiamo chiesto un incremento delle quote sanitarie per le case di riposo almeno del 5% per evitare che, come succede ogni anno, si finisca per far scivolare parte della spesa sanitaria sulla parte alberghiera a carico delle famiglie - sostiene Rosanna Bettella dello Spi Cgil - Oggi ciascun ospite costa tra i 47 ed i 50 euro al giorno. Infine serve fare di più per il fondo destinato alla non autosufficienza: è un buon segno ma serve di più". Contro il ticket in campo anche la Margherita: "Chiediamo alla giunta di trovare altrove la copertura necessaria per sostituire il ticket - afferma il consigliere Diego Bottacin, membro della commissione Sanità - Il governo si è dimostrato disposto a presentare un emendamento, ora faccia la sua parte anche la Regione: non stiamo parlando di una cifra impossibile da recuperare nell'economia del bilancio. Del resto la giunta Galan è stata una delle prime ad applicare i ticket sugli esami diagnostici e sui farmaci, per cui esiste già una compartecipazione alla spesa sanitaria". Infine il senatore dell'Ulivo Luigi Lusi aggiunge: "Ciò che appare incomprensibile è che la Regione preferisca lasciare le cose immutate, dopo aver sparato a zero contro il ministro su un ticket definito iniquo e inefficace".
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