RASSEGNA STAMPA

Il Mattino di Padova
19 gennaio 2007

Veneto. Meno burocrazia con il modello di gestione dell'"area vasta"
Servizi più razionali, le Usl si coordinano

La sanità si allarga. Entro un mese verranno definiti i modelli di gestione dell'"area vasta", il nuovo sistema organizzativo studiato dalla Regione per ottimizzare i servizi sanitari territoriali. Sul tema giovedì prossimo è in programma un incontro fra tutti i direttori generali del Veneto. "Stiamo stringendo il cerchio innanzitutto per individuare le aziende capofila dell'area vasta - conferma il coordinatore dei direttori generali del Veneto, Lino Del Favero - il modello di governance, i rapporti tra le aziende, i responsabili di gestione dei processi e i progetti in programma su amministrazione di prodotti, personale e prestazioni. L'obiettivo è infatti quello di migliorare le modalità di accesso ai servizi, diminuendo la burocrazia a carico del cittadino. Verosimilmente si arriverà ad avere un'azienda capofila, responsabile di una regia ampiamente condivisa, mentre i singoli progetti saranno distribuiti sul territorio valorizzando le singole peculiarità".
Ieri intanto i vertici delle Aziende sociosanitarie padovane hanno fatto il punto sullo stato delle prestazioni nel territorio provinciale. Con ogni probabilità l'area vasta rispetterà i limiti provinciali accorpando le tre Aziende padovane (l'Usl 16 di Padova, la 15 dell'Alta e la 17 della Bassa), Azienda ospedaliera e Istituto oncologico veneto. "La Regione sta leggendo il territorio per capire come si muove l'utenza per decifrarne le esigenze - spiega il direttore generale dell'Usl 16 Fortunato Rao -. Il 97% della popolazione usufruisce dei servizi spostandosi a livello provinciale, con pochissime fughe in altre province. Questo rende possibile un'organizzazione del sistema diversa, che nulla ha a che vedere con sparizioni o accorpamenti, né, di conseguenza, con licenziamenti del personale. Semplicemente si intravede la possibilità di collaborare migliorando l'assistenza e soprattutto unificando la qualità su tutto il territorio in cui le singole aziende saranno caratterizzate a seconda delle loro peculiarità. Questo comporta innanzitutto l'azzeramento della duplicazione dei servizi specialistici e la ricerca di una sostenibilità economica più efficiente".
In questo senso il matrimonio amministrativo tra i servizi sanitari del territorio seguirà le strade degli acquisti sinergici, della formazione unitaria e di elezione, oltre che dei protocolli per grandi temi, dal patto provinciale per i medici di famiglia alla gestione dei codici bianchi per trovare modelli di intervento che catturino l'utenza prima che arrivi al Pronto soccorso. "Già per l'Usl 16 la gestione diretta dei farmaci per case di riposo, strutture per disabili e malati cronici ci permette di risparmiare 14,5 milioni di euro l'anno - spiega Rao - ed è ovvio che in questo caso più si è e meglio è dal punto di vista economico. Senza contare che il Suem lavora da tempo su area vasta". (s. zan.)

sommario

rs-07-006
7 febbraio 2007
scrivi al senatore
Tino Bedin