L’idea del ministro Bindi: una compartecipazione
Per gli anziani un fondo a spese delle famiglie
ROMA. Forme di compartecipazione alla spesa da parte delle famiglie potrebbero essere previste per finanziare il fondo per la non autosufficienza da mettere a disposizione di anziani e disabili. Una proposta avanzata dal ministro delle politiche della famiglia, Rosy Bindi, intervenuta a una trasmissione radiofonica di Radio anch’io, che però ha raccolto giudizi non sempre favorevoli da parte delle associazioni attive nel volontariato. Bindi ha sottolineato che si tratta di «un finanziamento universalistico che ridistribuisce i costi e assicura i servizi per tutti». «Il fondo va istituito», ha dichiarato precisando che la condizione di non autosufficienza crea difficoltà economiche alle famiglie e, soprattutto, a quegli anziani che hanno pensioni inferiori ai 1.000 euro. Al contempo, il fondo finanzierà «una rete di servizi integrata per migliorare la qualità della vita, che oggi non è assicurata soprattutto ai meno abbienti». Il fondo - spiega ancora Bindi - è previsto dal Dpef e fornirà trasferimenti economici e garantirà una rete di servizi adeguati, ma non è a costo zero, per cui «servono risorse». Il ministro si è però mostrato fiducioso di arrivare a una soluzione del problema con la prossima legge finanziaria. Le dichiarazioni di Rosy Bindi hanno incontrato pareri contrastanti. Per Paola Soave, vice presidente del Forum delle associazioni familiari, «è giusto che non siano le famiglie che hanno una persona non autosufficiente in casa a farsi carico di tutte le spese di assistenza». Tuttavia ritiene che la soluzione non sia «quella di chiedere ulteriori elargizioni alle famiglie».
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