i-di29

I voti si sono diretti prima alla Bonino poi al Polo
Bisognava che restassero evidenti
i valori proposti da Romano Prodi
Ci vuole una scatto in modo che le riforme servano a liberare e a fare giustizia

Egregio Senatore,
lei ha perfettamente ragione in tutto. La sua analisi è lucida ed io sono con Lei soprattutto quando afferma che i cittadini, con il loro voto, attraverso la politica, investono sul futuro e per questo chiedono maggiori sicurezze. Il centrosinistra non sempre ha saputo interpretare queste sicurezze, al di là degli eventi del 1998 (intendo l'avvicendamento a Palazzo Chigi tra D'Alema e Prodi). La staffetta è un falso problema, lo è un pò meno la riuscita dell'Ulivo. Voglio dire : l'Ulivo è una creatura soprattutto di Prodi ma si sarebbe mantenuto florido lo stesso, rispetto al cambio di Governo, se i valori a cui si appellava fossero rimasti immutati. Prodi ha condotto l'Italia in Europa, adesso guida la Commissione Europea. Niente di meglio per reggere bene con un D'Alema capo del principale partito della coalizione-Ulivo. Invece i voti dapprima sono diventati di protesta dirigendosi verso il "terzo polo" della Bonino (molto vicino alla gente quando parla di stanchezza ed inutilità della politica interpretando così lo scollamento tra società civile e istituzioni) e poi si sono diretti verso il centrodestra, perchè chiedevano sicurezza.
Il "terzo polo" della Bonino non dà sicurezze generali ma solo molto, molto particolari. Questo è ciò che tiene Galan a capo del Veneto pur non avendo fatto niente per il Veneto. La clonazione umana, la voglia di rivendicare l'autonomia di far partorire i propri figli ad altri, il riconoscimento delle coppie di fatto attraverso certificati istituzionali che consentono anche l'adozione, la politica a favore dei soli imprenditori, la possibilità per gli immigrati di circolare liberamente sul territorio senza adeguato controllo, liberi anche di farsi guerra tra loro a spese dei cittadini italiani, ecc... tutti questi sono temi che non sono "moderni", sono solo posizioni estreme e particolari, insomma libere scelte individuali sulle quali non si costruisce uno Stato Sociale. Per contro c'è poco impegno per i Servizi che non funzionano e che affaticano di molto la quotidianità. Senza considerare l'oberazione che avvertono i pensionati, così come i giovani, rispetto alle pensioni, che sono un altro elemento rientrante nella categoria "futuro".
Il ceto medio-borghese, che è la maggioranza dei cittadini italiani, quelli che sembrano addormentati in parole povere, ma che non lo sono affatto, i genitori ma anche i fratelli e le sorelle, le zie, i nipoti, i cugini di tutti quei ragazzi che vanno in discoteca a "farsi", non amano i temi di cui si è fatto portavoce il centrosinistra negli ultimi tempi. E' un voto mobile che chiede di essere interpretato, ne è la riprova anche il non brillante risultato dell'Asinello che non ispira più.
Sicurezze e certezze per il futuro, come dice lei, sono i cardini su cui ruotano i voti del 16 aprile e su cui ruoteranno sempre più se non si cercherà di fermarli. Ci vuole uno scatto di qualità, la globalizzazione è intorno a noi, la gente si sente un pò disorientata, cerca di essere matura ma non ha sicurezze. Bisogna dare a queste persone, "degnissime" tra l'altro, una casa in cui rifugiarsi ed in cui credere.
Vorrei tanto poter dire all'On. D'Alema ma anche all'On. Berlusconi, che non è detto che le riforme significhino per forza di cose sovvertimento totale dei valori a cui ci siamo sempre appellati e che per questo sono universalmente riconosciuti come universali. Miglioramento non vuol dire sovvertimento. Le riforme ci vogliono ma devono essere giuste ed eque, devono liberare non imprigionare ancora di più. Ad esempio si sta tentando in queste ore, in questi giorni di negare l'ultimo caposaldo conquistato dai lavoratori : il diritto di non essere licenziati senza giusta causa ed il conseguente, eventuale, reintegro sul posto di lavoro. Dopo la scala mobile e gli scatti di anzianità, l'abbassamento super motivato dei tassi d'interesse, e tante altre conquiste perdute, siamo all'aberrazione totale.
E' vero: non è detto che governare significhi prendere voti se la politica vola basso. Ma Lei non vola basso, lei ha alte idealità e finchè ci sarà qualcuno che si impegna per tutti vale la pena combattere.

Bianca Clemente
Napoli


Risponde Tino Bedin

Voglio solo richiamare l'attenzione su un punto di questa lettera: il rapporto tra vita personale e globalizzazione. E' probabilmente il tema centrale da svolge da parte della politica, non solo italiana, se vuole essere adeguata alla democrazia che pure ha costruito in questi decenni. Se la politica non lo affronta, le opinioni pubbliche finiranno per svolgerlo comunque e, temo, con qualche… irrimediabile strafalcione democratico.


21 aprile 2000
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Tino Bedin